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San Valentino, è boom di “truffe romantiche” e “sextorsion”

Le vittime sono principalmente donne in una fascia di età tra i 30 e i 50 anni

Genova. Il “principe azzurro” spesso arriva attraverso Facebook, con una semplice richiesta di amicizia supportata, magari, da quella di conoscenze comuni. Mentre mette “like” a caso e scrive qualche commento divertente, si insinua nelle nostre foto, scava nella nostra vita, la analizza attraverso algoritmi di vera ingegneria sociale e, dopo un po’ di tempo, magari proprio nei giorni vicini a San Valentino, parte all’attacco. Le vittime principalmente donne in una fascia di età tra i 30 e i 50 anni. Subito pensano al classico “tacchino da tastiera”, innocuo e simpatico ma qualcuna, dopo un po’ di insistenza, cede alle lusinghe e entra nell’incubo della “Romantic scam”.

Chi scrive, infatti, non è sicuramente il “principe azzurro” ma, molto probabilmente una persona che fa parte di un’organizzazione criminale ben strutturata la conversazione non è altro che una fotocopia delle circa 30 che i “professionisti” di questo settore riescono a tenere in piedi contemporaneamente. Ma questo la persona dall’altra parte del computer non lo sa e, per questo motivo, finisce nella la trappola di quella che viene definita dagli addetti ai lavori “la truffa romantica”.

Il gioco è semplice, chi scrive, infatti, racconta storie particolarmente credibili, spesso si presenta come un militare in missione all’estero, spesso vedovo, o a volte come un imprenditore di qualche paese lontano. Persone inesorabilmente sole che non aspettano altro che trovare l’anima gemella, e la cercano grazie proprio alla rete. Storie banali ma studiate molto bene, che riescono ad abbattere le barriere della diffidenza anche in persone di cultura molto alta. Basta trovare il momento giusto, una fragilità raccontata in rete, per avere il giusto appiglio.

Una volta finiti tra le maglie di queste persone i passaggi diventano molto veloci, proprio per cercare di confondere la persona. La tecnica è quella delle tre tavolette coniugata con i problemi di cuore. Dai messaggini teneri si passa velocemente a qualcosa di più impegnativo, a lusinghe capaci di fare breccia in persone sole, magari alle prese con qualche delusione recente.

Messaggi semplici, da “baci perugina” che possono, però, diventare la chiave per aprire il cuore e, poco dopo anche il conto corrente. La scusa più banale è quella della richiesta di denaro per il viaggio “per poterti finalmente incontrare” ma, una volta fatto il bonifico, dopo qualche scusa, spesso nemmeno quella, lo spasimante sparisce.

Resta solo una cocente delusione, il dispiacere di essere caduti in una truffa che fa male e che, sopratutto, fa vergognare. Per questo motivo le denunce, spesso non arrivano. Le organizzazioni più ramificate, infatti, non puntano a cifre troppo alte. Le somme vengono decise guardando dai profili il tenore di vita delle persone e, molto spesso i costi della truffa varianti da alcune centinaia di euro a poche migliaia. Soldi che difficilmente potrebbero essere recuperati e, proprio per questa consapevolezza, molte persone non denunciano.

Non mancano denunce di questo tipo – spiegano fonti della polizia postale – pensiamo pero, che queste siano solamente una punta dell’iceberg. Noi abbiamo una visione che potrebbe essere parziale perché le persone truffate potrebbero anche, per vergogna o per mille altri motivi, non venire. Questo è un tipo di truffa che si rivolge principalmente al mondo femminile perché fa leva oltre che sul romanticismo anche sulla compassione”.

E, infatti, tra le scuse più comuni per chiedere soldi, oltre al viaggio, ci sono in prima fila le malattie, proprie o dei congiunti, e il rischio di fallimento,con la promessa che, in cambio di una piccola somma, necessaria per risollevarsi, oltre all’amore eterno si potrà condividere anche una fiorente avventura imprenditoriale.

La “romantic scam”, quindi, è una delle truffe più in voga verso il genere femminile ma, se siete maschietti non crediate di essere immuni da questo tipo di “bidoni”, anzi. E se il meccanismo di partenza cambia di poco, almeno nell’approccio, nel caso degli uomini si entra ancora più nel profondo e, sopratutto, con costi molto più alti. Il procedimento assume un nome molto meno romantico, quello di “sextorsion”, e questo la dice tutta. In questo caso, infatti, dalla truffa si passa all’estorsione vera e propria è il romanticismo lascia spazio al sesso vero e proprio, anche se virtuale.

In questo caso l’amicizia arriva principalmente da donne straniere, o presunte tali, e il gioco è molto più veloce del previsto bastano una richiesta di amicizia, due o tre messaggi, e poi qualche fotografia. Prima caste, via via, su richiesta, sempre più esplicite e, quando l’ormone impazzisce, arriva la proposta. Un invito a partecipare a un gioco su chat, sempre più spinto, fino ad arrivare a scene inconfessabili.

Tutti atti che vengono rigorosamente filmati e riproposti, qualche ora dopo, al malcapitato con la minaccia di inviarli a moglie, capoufficio e di pubblicarli su social vari. Qui il denaro in gioco è molto più alto anche perché non si tratta più di una semplice truffa ma di un vero e proprio ricatto. E, proprio per questo motivo, c’è anche un numero molto più alto di denunce ma, anche in questo caso, è molto difficile risalire ai colpevoli.

Il primo consiglio, ovviamente, è quello di denunciare anche se spesso sarà molto difficile recuperare i propri soldi e vedere puniti gli autori. Si tratta di organizzazioni criminali strutturate alla perfezione, che riescono a “sparire” appena arrivano i soldi, utilizzano sistemi di pagamento non tracciabili, hanno ubicazione estera e, quindi, difficilmente risultano identificabili. “Ma oltre alla denuncia – spiegano alla polizia postale – il consiglio migliore resta sempre quello di non accettare amicizie da estranei. Nel caso, comunque, non farsi prendere la mano e, sopratutto, non inviare denaro agli sconosciuti”.

Su internet, infatti, chiunque può dire di essere chi vuole e trasformare la propria immagine utilizzando le fotografie di chiunque. E se i più tecnologici, o le più informatizzate, possono fare una ricerca in rete per vedere se la foto del uovo amore e’ inedita o, al contrario, ha diverse identità, per tutti gli altri, comunque, una soluzione ci sarebbe. Basta, infatti, pensare che dietro la procace ragazza straniera o il militare vedovo con la mascella tipo “Beautiful” ci può essere il classico “ragazzino brufoloso” tutto occhiali spessi e computer, al soldo della malavita internazionale, per far passare ogni malinconia.

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