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Rimase paralizzato dopo un tuffo al Prino di Imperia, l’odissea di Paolo Berta è finita in un libro

Una storia vera che venerdì prossimo sarà raccontata ad Assolibro a Oneglia

Imperia. L’appuntamento è per venerdì alla libreria Assolibro alle 18. Non sarà la solita presentazione di un libro, ma qualcosa di interessante da seguire perché è una storia che riguarda Imperia.

Il 14 luglio 1980 Paolo Berta, 62 anni, alessandrino (nella foto di Radio Gold), si tuffò da uno scoglio del Prino. Una giornata di sole finita per lui nel dramma. Dopo tanti ricoveri in ospedale Paolo Berta è finito su una carrozzella, semiparalizzato. A scrivere il libro “Un tuffo nella vita” lo ha aiutato Edoardo Angelino. Lui è un insegnante e apprezzato autori di testi per le scuole.

Paolo che nel 1980 era un ragazzone di 24 anni, aveva un lavoro, amici, faceva sport, corteggiava le ragazze. Il 14 luglio si era tuffato come aveva fatto mille altre volte da uno scoglio, ma qualcosa era andato storto: aveva battuto con violenza la testa. Due vertebre in frantumi, quando era tornato a galla era tetraplegico. I primi anni per lui sono stati terribili: le cure e gli interventi chirurgici, l’indifferenza delle istituzioni, la disperazione di trovarsi inchiodato in una dolorosa, immutabile routine quotidiana. Ma grazie alla sua tenacia, all’affetto e alla dedizione dei suoi genitori e di tanti amici Paolo è riuscuto a reagire: a smesso di sognare un ritorno alla vita di prima, ha cercato di sfruttare tutte le potenzialità rimaste ed ha deciso di vivere pienamente la sua nuova condizione.

Da 26 anni è consigliere comunale ad Alessandria, ha fondato con altre persone con disabilità l’associazione IDEA, che si occupa dei loro problemi, ha promosso la nascita di una comunità-alloggio a loro dedicata e lotta tutti i giorni perché le loro condizioni possano migliorare in tutto il Paese.

Paolo Berta, negli anni,  è diventato un punto di riferimento per le persone diversamente abili attraverso il suo costante impegno da consigliere comunale di Alessandria e da presidente dell’associazione Idea, da lui fondata. La prefazione di Un tuffo nella vita è di Carlo Petrini. Nel libro vi sono capitoli su Borgo Prino, Milano, Fontainebleau, L’INAIL, Pertini e Ciampi, Ritorno a casa, Ancora in Francia, Rosanna Benzi, La nascita di IDEA, In Consiglio comunale, L’unità spinale al Borsalino, Gli impegni attuali, La casa-famiglia Rosanna Benzi,  L’incontro con Giovanni Paolo II, La musica, lo sport e l’università,  Vita quotidiana, Problemi di salute, I costi dell’assistenza,  Le assistenti alla persona (le badanti), La famiglia, L’amore e i sentimenti e l’elenco delle unità spinali delle regioni italiane.

La sua storia contiene dunque un duplice, vibrante appello: a prenderci cura dei più deboli e a fare della nostra vita un’avventura ricca di significato. Paolo Berta dopo essersi diplomato, nel 1975 aveva iniziato a lavorare presso un istituto tecnico agrario. Il 5 dicembre 1990 insieme a Oreste Corsi ha deciso di fondare l’associazione IDEA O.N.L.U.S. di cui è presidente da venti anni. Nello stesso anno viene eletto consigliere del comune di Alessandria, carica che tutt’ora mantiene. È stato più volte Presidente della commissione consiliare per le Politiche sociali e sanitarie e attualmente è consigliere delegato per le politiche sulla disabilità.

 

 

 

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