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Processo in appello per il porto di Imperia, le ultime arringhe dei difensori prima della sentenza

Per arrivare alle conclusioni del caso giudiziario in corso a Torino bisognerà attendere il 2 o il 9 marzo

Imperia. In Corte d’Appello a Torino ultime battute prima della sentenza per il processo bis sulla presunta truffa ai danni dello Stato per la costruzione del nuovo porto turistico di Imperia.  Domani, lunedì 20 febbraio, sono previste le arringhe degli avvocati di Morasso, Degl’Innocenti e Conti. Quindi si arriverà alle probabili repliche del procuratore generale Avenati Bassi.

Per arrivare alla sentenza bisognerà attendere il 2 o il 9 marzo. Nel corso dell’ultima udienza di lunedì swcorso i legali di Acquamare, la Srl legata al Gruppo Acqua Pia Antica marcia di Francesco Bellavista Caltagirone e general contractor dei lavori del nuovo bacino, hanno puntato a smontare il castello accusatorio del procuratore Giancarlo Avenati Bassi, evidenziando che già nel 2010 il 45% delle opere a terra erano state consegnate.

I legali hanno pure messo in discussione la “serenità” d’azione di Pierre Marie Lunghi, dirigente comunale dei Porti, che dal 2010 “girava con i microfoni nel taschino”, posizionati dalla Polizia postale nell’ambito delle intercettazioni legate all’inchiesta. Il legale di Ilvo Calzia ha ribadito la volontà di ottenere “l’assoluzione non per intervenuta prescrizione, ma per restituire la dignità a un dirigente che ha svolto diligentemente il suo lavoro”.

Da ricordare che il pubblico ministero, dopo l’assoluzione di tutti gli imputati nel primo grado di giudizio “perché il fatto non sussiste”, a Torino aveva formulato le sue richieste di condanna.  Aveva chiesto sei anni di reclusione e 2000 euro di multa per l’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone; un anno e mezzo per Delia Merlonghi, già nel Cda di Acquamare, società di Caltagirone; 4 anni e 1.500 euro per Andrea Gotti Lega, anche lui amministratore di Acquamare e della porto di Imperia Spa; tre anni e mille euro per Carlo Conti, ex direttore e amministratore della Porto Spa; due anni e mezzo e mille euro per Stefano Degl’Innocenti, anche lui amministratore di Acquamare; un anno e 4 mesi e 800 euro per Paolo Calzia, che fu presidente della Porto Spa e direttore generale del Comune di Imperia; un anno per il progettista Emilio Morasso, accusato di falso.

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