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Pesca, Coldiretti Liguria: “L’applicazione di sanzioni provocherebbe gravi danni alle marinerie”

Proteste in atto per l'applicazione dell'art.39 della Legge 154/2016 che introduce nuove sanzioni relative allo sbarco e la messa in commercio del pescato sotto-taglia

Liguria. E’ in atto un’agitazione in molte marinerie italiane dedite alla pesca. La causa delle proteste riguarda soprattutto l’applicazione dell’art.39 della Legge 154/2016, concernente, fra le varie cose, l’introduzione di nuove sanzioni relative allo sbarco e la messa in commercio del pescato sotto-taglia.

“L’applicazione di queste sanzioni- commenta Gerolamo Calleri presidente Coldiretti Liguria- provocherebbe gravi danni alle marinerie liguri che si caratterizzano per dimensioni medio/piccole, portando in diversi casi alla definitiva chiusura di molte imprese di pesca in Liguria, settore diventato ormai di nicchia ma che potrebbe essere, invece, un’eccellenza della nostra regione”. “Per questo- continua Calleri- serve un impegno del Parlamento per procedere ad una revisione della norma”.

“Analizzando il problema dal punto di vista ambientale- commenta il consigliere provinciale Coldiretti La Spezia Lorenzo Viviani, pescatore e biologo- questa legge si focalizza sulla tutela degli esemplari di specie ittiche sotto misura, le quali vengono considerate tali fino al raggiungimento della maturità sessuale. La salvaguardia di tali esemplari viene auspicata per far sì che un individuo di una specie oggetto di cattura possa almeno riprodursi una volta prima di essere pescato. In verità, al raggiungimento della maturità sessuale la riproduzione è molto ridotta rispetto agli esemplari di dimensioni maggiori”.

“Queste modifiche -sottolinea la Coldiretti Impresa pesca Liguria- sono necessarie per non compromettere gli aspetti positivi del provvedimento, quali ad esempio l’aumento delle sanzioni nei confronti della pesca di frodo messa in atto da pescatori non professionali. Importante- continua la Coldiretti – anche l’eliminazione di sanzioni nel caso in cui in fase di controllo ed ispezione a bordo di barche da pesca professionale, fosse rilevata la presenza di pescato sotto-taglia minima per le specie diverse dal tonno e pesce-spada, anche se resta il divieto di sbarco. Apprezzabile è stato anche lo sforzo per reprimere le violazioni in materia di etichettatura dei prodotti ittici previsto nella norma”.

“Oltre alla legge restano però irrisolti molti altri problemi come - conclude la Coldiretti Impresapesca - il pagamento del fermo biologico 2015 e 2016 e la necessaria semplificazione e snellimento degli adempimenti relativi alle licenze di pesca, nonché a tutto il sistema burocratico che riguarda questo settore primario”.

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