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Nel 2016 firmato almeno un contratto di lavoro da 139.361 liguri, il 5,2% in meno rispetto al 2015

Secondo i dati dell'Osservatorio Mercato del Lavoro in Liguria

Liguria. Nel 2016 sono stati 139.361 i liguri che hanno firmato almeno un contratto di lavoro, il 5,2% in meno (-7.305 unità) rispetto al 2015. La flessione, spiega l’Osservatorio Mercato del Lavoro in Liguria che ha elaborato i dati del sistema informativo regionale, è da imputare anche all’esaurirsi degli sgravi contributivi che avevano caratterizzato i 2 anni precedenti.

Le classi di età più numerose sono 20-24 anni e 25-29 anni (entrambe sul 15%), ed è proprio tra gli under 35 che si concentra la maggior parte dei nuovi avviati (46,9%), seguito dal 33,5% dei 35-49 anni e dal 19,6% di chi ha dai 50 anni in su. Gli uomini rappresentano il 51% contro il 49% delle donne.

Rispetto agli ambiti di attività, prevalgono le assunzioni nel terziario (80,8% con il picco del 92,3% per le donne) che si concentrano soprattutto nel turismo (23,2%); l’industria rappresenta il 15,5% ma in prevalenza si tratta di avviati nelle costruzioni (38,9% sul totale degli avviati nel settore); l’agricoltura sfiora il 3,7%. Oltre la metà degli avviati (51,5%) ha un contratto a tempo determinato, il 21,7% a tempo indeterminato (21,7%) e il 16,1% un contratto di lavoro flessibile (16,1%).

Rispetto al 2015 il tempo determinato è in crescita del 17%, mentre il tempo indeterminato fa registrare una flessione del 33,2%. Da segnalare come anche il lavoro non standard sia in calo del 11%, anche per la caduta delle collaborazioni occasionali. Nel 2015 infatti ben 1.244 lavoratori avevano un contratto di questo tipo, mentre nel 2016 il loro numero è crollato a 76; contestualmente il numero dei voucher venduti in Liguria è arrivato a quota 4.474.142 con una crescita del 23,8% rispetto al 2015. Da questo punto di vista sembrerebbe che i buoni lavoro, più che andare ad intaccare i contratti più strutturati abbiano invece eroso il contratto atipico più fragile e meno disciplinato.

Nel 2016 i lavoratori che hanno concluso almeno un rapporto di lavoro sono stati 139.747, il 5,7% in meno rispetto al 2015. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato negativo, ma per sole 386 unità, mentre un anno prima era di -2.321 unità, ad indicare come la crescita di assunzioni a tempo indeterminato degli scorsi anni abbia fisiologicamente contribuito ad abbassare il numero delle cessazioni.

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