L'udienza

La tragedia dell’imperiese Sergio Salvagno, in aula manca un’assicurazione per un vizio di notifica

L'agronomo nel frattempo è stato operato per la ricostruzione del volto e dell’occhio

salvagno

Imperia.  Dal ferimento all’occhio durante lo “Sbarco dei Pirati” alle Vele d’Epoca del 2014 alla battaglia per il risarcimento del danno in tribunale. Il calvario dell’agronomo imperiese Sergio Salvagno è una battaglia continua tra ricoveri, interventi e cure costose da pagare. Tanto che il legale ha chiesto il pagamento di almeno il 50 % delle spese finora sostenute.

Alle 12.15 (e non alle 11) davanti al giudice Silvana Oronzo si sono presentati i legali di McInnes e delle assicurazioni (tre quelle individuate ndr), ma anche di Assonautica e della clinica Sant’Anna. Per un vizio di notifica il caso è stato rinviato ancora ovvero l’Axa assicurazioni.  E questa mattina in aula c’erano anche Sergio seduto sulla carrozzina, la moglie Silvana e il fratello Fulvio. Se ne parla a metà maggio.Tra l’altro escono di scena sia l’Assonautica che un broker assicurativo.Ma la cifra da pagare resta attorno ai 700 mila euro.

L’udienza di oggi era giá stata rimandata a oggi dal momento che la prima assicurazione chiamata in causa da McInnes, la Pantenius, non era intenzionata a pagare, giustificando la mancata copertura del danno come “atto improprio”. L’armatore aveva quindi interpellato altre due assicurazioni di cui è titolare. Il rinvio a oggi è stato quindi necessario per permettere di acquisire gli atti e ascoltare le motivazioni delle altre due assicurazioni. Ma per una delle compagnie è stato sbagliato l’indirizzo.

Nessuna speranza, invece, di vedere in tribunale a Imperia l’autore del gesto, l’armatore statunitense William McInnes, che non si era fatto vivo neppure durante la causa penale, terminata con una sentenza a un anno e due mesi di reclusione e il pagamento di 400 mila euro alla famiglia Salvagno, contro cui l’americano è ricorso in appello.

Fulvio Salvagno, il fratello dell’agronomo segue passo passo l’evolversi della drammatica vicenda.”Sergio ha cominciato un calvario lunghissimo: è stato sottoposto ad un intervento di ricostruzione del volto e dell’occhio, ma anche sedute per cercare di recuperare l’uso della parola e continuiamo a chiedere giustizia e denaro per poterlo curare. Oggi ha un’altra seduta con la logopedista”. Salvagno, ieri, è stato sottoposto ad una visita di controllo a Torino dopo la ricostruzione del lobo oculare, uno zigomo e parte di una mascella del reparto maxillofacciale delle Molinette. Ma dovrá ritornare ancora nell’ospedale piemontese.

Ora è ricoverato alla clinica Sant’Anna dove è tornato per seguire sedute di riabilitazione. In sei mesi di logopedia è riuscito a imparare a dire “mamma” e il nome di sua figlia. E solo pochi giorni fa è mancata la madre 84enne. Ora la speranza è quella che l’intervento per l’occhio possa essere effettuato entro Natale.

 

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