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Imperia Bene Comune lancia la sfiducia al sindaco Carlo Capacci

"Lo invitiamo a dimettersi per arrivare senza commissariamento a nuove elezioni in concomitanza con l'election day di primavera"

Imperia. Imperia Bene Comune lancia una proposta di mozione di sfiducia: “Il 2016 è stato il momento in cui la già tormentata coalizione Capacci è entrata in rotta di collisione, manifestando tutte le problematicità e tutti i disagi di una maggioranza troppo eterogenea, assolutamente non in grado di risolvere problemi amministrativi impellenti e importanti. Gruppi frantumati, transfughi in cerca di nuove collocazioni politiche, delusi dell’ultima ora e scettici della prima.

In questo quadro certamente disarmante e preoccupante per la città, Imperia Bene Comune non volle presentare una mozione di sfiducia al sindaco che, sebbene più che giustificata, poteva essere vista come segno di scarsa responsabilità politica. Per questo motivo, nel mese di ottobre, condizionammo la presentazione della sfiducia all’eventuale mancata risoluzione da parte del primo cittadino di tre temi strategici di questa città: i rifiuti, l’acqua pubblica, il porto di Imperia. Ciò per verificare se, al di là del dilettantismo politico conclamato, ci fosse almeno la volontà e la responsabilità di risolvere questioni rilevanti e improrogabili per Imperia.

La nostra posizione fu responsabilmente condivisa da tutta la minoranza consiliare e si decise, dunque, insieme di aspettare le risposte. Passati quattro mesi le conclusioni sono inevitabili e sconfortanti: l’affidamento in house dei rifiuti è stato congelato se non addirittura osteggiato e l’amministrazione continua a non uscire da una “politica dell’emergenza”, la gestione definitivamente pubblica del porto rimane una chimera dai contorni sempre più sfumati, mentre l’ingresso in Riviera Acque finalmente annunciato dal Sindaco non cancella anni di tempo perso.

Tre questioni fondamentali per il futuro della città che rimangono al momento “in cerca d’autore” a causa delle divergenze totali di vedute politico-amministrative tra il sindaco e il PD. Senza contare che a quasi quattro anni dall’insediamento la maggioranza non è stata in grado nemmeno di scrivere su un foglio di carta straccia le linee guida del PUC e senza dimenticare che in questi quattro anni abbiamo dovuto subire la chiusura dell’Agnesi. Ricordiamo la bellissima e sensibilissima dedica finale del sindaco, proprio il giorno della chiusura definitiva dello stabilimento, una dichiarazione che ha finalmente aperto gli occhi anche ai più restii ed increduli sulla concrete visioni urbanistiche che aveva ed ha quest’ultimo sull’area.

Dunque per noi il quadro è chiaro: incapacità amministrativa da un lato, divergenze politiche dall’altro, interessi contrapposti di poltrone che nulla hanno a che vedere con il bene comune, di fatto hanno impantanato l’attività amministrativa. Questa maggioranza non solo fa fatica a eliminare le buche stradali, ma non riesce neppure a tamponare le voragini programmatiche che si sono create in questa Babilonia di veti contrapposti.

Noi eravamo già convinti dall’origine di come sarebbe finito questo progetto amministrativo, dal momento che non aveva alcun legame politico concreto alle spalle, la realtà, però, è apparsa ancora più tragica dell’immaginazione. A questo punto, prendendo atto delle risposte inaccettabili del sindaco sui temi da noi sollecitati, riteniamo coerente e doveroso proporre pubblicamente alla città e alle forze politiche che compongono il consiglio comunale la nostra convinta sfiducia politico-amministrativa al sindaco e alla sua giunta. Perciò lo invitiamo a dimettersi per arrivare senza commissariamento a nuove elezioni in concomitanza con l’election day di primavera.

IL TUEL (Testo Unico sugli Enti Locali) prevede necessariamente 13 firme per proporre la mozione di sfiducia consiliare e la minoranza ne conta attualmente solo 11, dal momento che l’ex grillino Russo (candidato sindaco per i 5 stelle) se n’è andato in maggioranza, sempre che la pluriassente grillina Glorio sia disponibile a firmarla. Le componenti della minoranza- Forza Italia, Imperia Riparte e Fratelli d’Italia- che hanno già dato la loro disponibilità a firmare con Imperia Bene Comune la mozione condividono con noi, pur nella ovvia diversità di prospettive, la necessità di porre termine all’esperienza negativa di quest’amministrazione. Ci rivolgiamo ora al Movimento 5 Stelle per capire cosa intenda fare il loro rappresentante e al Gruppo consiliare di Imperia Cambia, per verificare se al di là di qualche scaramuccia di palazzo e litigio condominiale abbia la volontà concreta di dimostrare la sua volontà di concludere l’esperienza fallimentare dell’amministrazione Capacci.

Martedì ci sarà conferenza capigruppo e se raggiungeremo le 13 firme potremo inserire la mozione di sfiducia nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, offrendo alla città l’opportunità di liberarsi di un’amministrazione improduttiva, incapace di indicare una via alternativa di rinascita e di fiducia per il tessuto economico e sociale di Imperia, senza rischiare un anno di commissariamento. Un’opportunità, questa, che dovrebbero valutare con attenzione e responsabilità le stesse forze di maggioranza. Crediamo sia il momento di sapere veramente quale è il giudizio sull’amministrazione Capacci e quali sono le scelte di fondo delle varie componenti politiche e civiche rappresentate in consiglio comunale, assumendoci ciascuno davanti ai cittadini le proprie responsabilità”.

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