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Il ricordo di Nello Cichero su Sandro Pertini: “È meglio avere torto nel partito piuttosto che avere ragione fuori dal partito”

"Una frase mai come oggi, tempo di scissioni e di fazioni, attualissima"

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Imperia. Il 24 febbraio 1990 moriva a Roma il Presidente della Repubblica più amato d’Italia, Sandro Pertini. Partigiano, padre costituente, presidente della Camera e poi settimo Presidente della Repubblica italiana, Pertini, che era nato a Stella (SV) il 25 settembre 1896, ha segnato profondamente la storia del nostro paese.

Del Pertini uomo, carismatico, integerrimo e del Pertini Presidente, più di ogni altro interprete dei valori di libertà e democrazia, ne serbano un appassionato ricordo i suoi compagni della provincia di Imperia, tra cui Nello Cichero, membro della Commissione di Garanzia del Psi provinciale e autore della biografia su Pertini “Socialista e per sempre”, che racconta:

“I momenti più belli passati con Pertini erano quelli notturni alla fine di una giornata colma di incontri e di comizi. Sandro, visto il costante successo di pubblico che riusciva a conseguire ogni sua visita in Provincia, era visibilmente soddisfatto e gratificato dalle fatiche della giornata. Quando la cosa succedeva a Taggia ci rifugiavamo d’abitudine nel ristorante Argentina gestito dal compagno Virgilio Gradi che ci aspettava felice di strappare alcune bottiglie di buon vino. In una circostanza, dopo le doverose riflessioni sulla giornata trascorsa, ci abbandonavamo a giudizi e commenti su persone e avvenimenti passati”.

E prosegue: “Pertini era un uomo di caratura straordinaria. In lui risplendevano coerenza, onestà, cocciutaggine. Ovunque andasse affascinava, nessuno poteva resistere a quel senso di pulizia politica che era fuori moda già a quell’epoca. Non scorderò mai quando colpì per la sua statura di uomo e di politico i ministri pubblici durante un’incontro a Roma. La sua perspicacia, il suo acume erano sorprendenti. Era solito dire che È meglio avere torto nel partito piuttosto che avere ragione fuori dal partito. Una frase mai come oggi, tempo di scissioni e di fazioni, attualissima. Per lui la politica era altro. Lui stava sempre al di fuori e sopra le la logica delle fazioni”.

“Per lui – conclude tra l’orgoglio e la commozione Cichero –, la politica, l’idea politica  era una fede. Fede, parola difficile da pronunciare per un laico, ma che in Pertini sottolineava come il convincimento della giustezza dei propri ideali può e deve assumere la forza e la dedizione propria di un religioso”.

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