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I pescatori imperiesi protestano davanti a Montecitorio, lanci di bombe carta e tafferugli

Una manifestazione ad alta tensione che causato anche il ferimento di due persone

Imperia. C’era anche una delegazione di una settantina di pescatori della Riviera dei Fiori arrivati da Imperia, Sanremo e Bordighera alla manifestazione di protesta indetta dall’Associazione “Marinerie d’Italia e d’Europa” davanti a Montecitorio sfociata con un lancio di petardi, bombe carta e tafferugli che hanno causato anche il ferimento di due manifestanti. Quattro le persone fermate e accompagnate in questura poi denunciate per esplosione in luogo pubblico di materiale pirotecnico.

I pescatori hanno marciato fino a piazza Cinque Lune dove si è udito un boato. Poi un altro davanti al Senato. Alla fine le bombe carta fatte esplodere sono almeno una decina, oltre all’accensione dei fumogeni. Dopo gli scoppi, alcuni negozianti hanno preferito abbassare le saracinesche per non rischiare il danneggiamento delle vetrine, così come è accaduto qualche giorno fa durante la protesta di tassisti e ambulanti.

All’origine della protesta nazionale, a cui ha preso parte anche una rappresentanza di pescatori arrivati dal ponente,  i timori delle sanzioni che nascono dall’applicazione dell’art.39 della recente Legge sulla Pesca, la 154/2016, in particolare per quanto riguarda le penali relative allo sbarco e messa in commercio del pescato sotto-taglia minima. Da qui la protesta di questa mattina, 28 febbraio,  che ha visto il lancio di una decina di bombe carta davanti la Camera dei deputati.

Per Coldiretti Impresapesca, “è in atto, a livello del tavolo istituzionali avviato con la Direzione Generale della pesca e acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole dove i lavori, un lavoro di revisione in fase avanzata di elaborazione e dove ci auspichiamo che a breve vengano accolte le richieste relative ai correttivi”. “Ci impongono reti dalle maglie troppo strette, in questo modo non portiamo a casa niente”, lamentano da temoo pescatori che puntano il dito anche contro l’eccessivo controllo a cui sono sottoposti. In caso di violazioni accertate, spiegano, partono verbali da migliaia di euro e la sospensione dell’attività per mesi e mesi.

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