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Furti ai casinò della MSC Crociere, al processo d’Appello chieste pene più severe e condanna degli assolti in Primo Grado

L’accusa più grave è quella di associazione a delinquere

Genova. Il Sostituto Procuratore Generale ha chiesto pene più severe rispetto a quelle inflitte in Primo Grado e la condanna di chi era stato assolto. Il processo, che si è aperto oggi, è quello d’Appello per furti sui casinò delle navi della MSC Crociere. Sul banco degli imputati ci sono: Roberto Mento, Riccardo Greco e Angelo Barzelloni, tutti condannati in primo grado a tre anni e mezzo di reclusione. Primo Grado che invece vedeva assolti, ma oggi alla sbarra dal momento che l’allora Procura della Repubblica di Sanremo aveva appellato la sentenza: Jerome Iozza, Paolo Pochettino e Tiziana Levi.

Anche il collegio difensivo aveva fatto ricorso in Appello per la sentenza di Primo Grado e oggi in aula ha chiesto infatti l’assoluzione di tutti gli imputati. L’accusa più grave contestatagli è quella di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati (uno su tutti il furto) alll’interno dei casinò sulle navi della MSC. MSC crociere che, prima del procedimento di primo grado iniziato nel 2011, aveva già trovato un accordo con la “Seven Seas Enterteinemnt, società della quale facevano parte gli imputati e che si occupava di gestire le case da gioco galleggianti. In quel documento, che oggi è stato ammesso in processo dai giudici (cosa che non era avvenuta in Primo Grado), la MSC Crociere rimetteva la querela e trovava un accordo economico con la Seven Seas, la quale tra l’altro vantava dei crediti nei confronti della compagnia di navigazione. L’udienza odierna è stata aggiornata per le repliche al 15 maggio prossimo.

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