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Fondi Alcotra, sindaco Alessandri (Pieve di Teco): “Da tre anni lavoriamo su progetto Via del Sale, speriamo ora di arrivare al dunque” foto

Sindaco di uno dei Comuni della vall'Arroscia maggiormente colpiti da alluvione e dissesto idrogeologico

Ventimiglia. Non solo progettazione, ma anche realizzazione dei progetti studiati e condivisi, come quello inerente la riscoperta dell’antica “Via del Sale”. Lo ha ricordato il sindaco di Pieve di Teco Alessandro Alessandri, presente all’incontro sui finanziamenti Alcotra che si è svolto questa mattina al Forte dell’Annunziata.
Come altri Comuni della vall’Arroscia, anche Pieve di Teco ha subito danni ingenti a causa dell’alluvione di novembre, che ha visto l’entroterra sbriciolarsi sotto il peso di paleofrane che hanno fortemente minacciato, e in alcuni casi anche distrutto, intere abitazioni.

Non basta progettare, dunque, serve concretizzare i progetti per non lasciare che “ammuffiscano” in un cassetto. E su questo punto, Alessandri ha le idee chiare: “Sono tanti anni che lavoriamo su questi fondi Alcotra con l’associazione “Antica via del sale” che raggruppa molti Comuni della valle d’Arroscia, ma anche dell’albenganese e anche tanti Comuni piemontesi”, ha dichiarato il sindaco di Pieve di Teco, “Come partner abbiamo il Comune di Cuneo e la Città metropolitana di Nizza. Speriamo di arrivare presto alla definizione delle strategie. Sono tre anni che discutiamo di programmazione, ma non riusciamo ad arrivare al dunque. Il dunque dovrebbe essere dopo il 16 marzo e quindi di lì scrivere i progetti”.

“Oltre al tema dell’alluvione e del dissesto idrogeologico”, ha spiegato il sindaco, “Contiamo sulla parte del rilancio economico del territorio per riuscire a far ripartire una serie di piccole aziende legate dal comun denominatore della Via del sale, che da Albenga andava a Torino e ricostruire un’economia cercando di valorizzare prodotti e territorio con un occhio attento all’outdoor. Una via da percorrere non solo in auto, ma anche a piedi o in bicicletta, seguendo non solo le vie più classiche, cioè l’Aurelia, ma anche le vie dei contrabbandieri che passavano sulle nostre montagne”.

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