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“Comitato Cittadino per la Legalità”: “Ma a Diano Marina la legge Madia non esiste?”

"Il volere tenere in piedi certe attività della G.M. Spa dimenticando che esiste la legge Madia, a parere di chi scrive, ha ben altre motivazioni, soprattutto di natura politica"

Siano marina. Fanno sapere dal “Comitato Cittadino per la Legalità”: “Durante gli ultimi consigli comunali ha tenuto banco un dibattito anche infuocato tra una parte dell’opposizione e l’Amministrazione. La materia del contendere riguarda una specifica disposizione contenuta nel D.Lgs del 19.08.2016, n. 175 (legge Madia) che vieta alle società partecipate di svolgere attività di tipo commerciale al fine di non creare distorsioni alla libera concorrenza. Per la maggioranza invece il problema non esiste e il Sindaco lo ha liquidato con queste parole “Dal 2007 non è cambiato niente, perché la legge Madia di fatto non cambia nulla. Se la GM. non può fare attività commerciali adesso non poteva farle nemmeno quando amministrava lui. (leggi Basso)”.

Non è esattamente così! E’ pur vero che la normativa precedente vietava alle amministrazioni comunali di gestire attraverso società partecipate servizi “ non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali “ Però la dizione aveva sollevato ( non per noi) qualche perplessità sulla sua pratica attuazione nell’individuare le fattispecie pratiche. Per questo il Legislatore ha fatto chiarezza con una interpretazione autentica, stabilendo che non si possono esercitare attività di tipo commerciali “ che non sarebbero svolte dal mercato senza l’intervento pubblico”. Chiarissimo! Che sulle spiagge di Diano, per poter gestire stabilimenti balneari, bar , ristoranti sia necessario l’intervento tecnico e finanziario del Comune è difficilmente credibile. La legge va interpretata per quello che dice, e non per quello che si pensa o che altri dicono magari con fiumi di parole.

Il volere tenere in piedi certe attività della G.M. Spa dimenticando che esiste la legge Madia, a parere di chi scrive, ha ben altre motivazioni, soprattutto di natura politica. L’interesse morboso, di tutti i partiti a volere entrare nella gestione delle partecipate rappresenta uno dei tanti mali , difficilmente estirpabili, che inquinano il nostro Paese, ma, contribuisce anche ad aumentare il distacco dei cittadini nei confronti della politica”.

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