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Atami, la gemella del Sol Levante di Sanremo. Il sindaco Saito: “Italiani e sanremesi siete i benvenuti” fotogallery

Il reportage sulla città nipponica gemellata dal 1976 con il comune matuziano

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Atami (Giappone). C’è un filo rosso che lega Sanremo al Giappone, alla bellezza minimalista dei suoi giardini, allo splendore dei suoi ciliegi in fiore, al fascino esotico e intriso di leggenda che da millenni lo contraddistingue. È il gemellaggio che dal lontano novembre 1976 unisce la città del Ponente ligure a quella di Atami: una località balneare e termale situata nella prefettura di Shizuoka, a circa 100 km sud-ovest dalla capitale Tokyo.

Riviera24 - Atami, la Sanremo del Giappone

Atami è tanto distante geograficamente quanto affine a Sanremo per territorio, economia e cultura. Come spiega il sindaco Sakae Saito che ho incontrato durante il mio recente viaggio nel paese del Sol Levante, “sono entrambi luoghi di mare che si differenziano per le miti temperature annuali, la spiccata vocazione turistica e l’intensa attività floricola”. In particolare, Atami è una delle mete di villeggiatura più rinomate di tutto il Giappone. Il clima favorevole in ogni stagione, lo specchio d’acqua della baia di Sagami su cui si affaccia e il paesaggio alpino che si apre a ventaglio alle sue spalle richiamano numerosi visitatori nazionali e internazionali. “Basti pensare che – precisa Saito – nel corso dell’anno Atami accoglie almeno 3 milioni di persone che vi soggiornano e 6 milioni di passaggio. Cifre molto alte per un comune di appena 38 mila abitanti”. Ad attrarre i turisti è soprattutto l’Hot spring, quindi le sorgenti d’acqua calda che abbondano il sottosuolo e che hanno portato alla nascita di diversi e caratteristici bagni termali: onsen tradizionali o spa and resort moderni.

Ma non solo. Allo stesso modo di Sanremo, la città nipponica è molto nota per le sue coltivazioni floricole.  “Grazie al clima temperato – spiega il sindaco – qui i famosi ciliegi giapponesi fioriscono prima dell’arrivo della primavera astronomica, il che regala ai visitatori uno spettacolo davvero unico al mondo. Il tutto arricchito dallo sbocciare del fiore caratteristico di Atami, il pruno giapponese”, di cui 730 alberi terrazzano i pendii di una magnifico giardino. E poi azalee, rose e tante altre specie che colorano ogni angolo della città. “A riguardo – aggiunge Saiko mostrandomi la bandiera di Atami che svetta su una parete del suo ufficio –, non è un caso che emblema del nostro comune sia un disegno stilizzato di colore bianco raffigurante la corolla di un fiore di pruno che racchiude al suo all’interno un caldo bagno di vapori fumanti”. Due elementi contraddistintivi della città ai quali se ne aggiunge un terzo: il mare rievocato dallo sfondo celeste.

Riviera24 - Atami, la Sanremo del Giappone

Il mare di Atami s’infrange sulla Sun Bech: una mezzaluna di sabbia bianca circondata da hotel, filari di palme e un percorso che, snodandosi fra il Shinsui Park e la Moon Terrace, alla stregua della nostra pista ciclopedonale permette di respirare la brezza marina facendo attività fisica o una piacevole passeggiata. Proprio come a Sanremo, qui si possono incontrare turisti provenienti da ogni parte del Giappone sia in inverno che in estate. La loro presenza è anch’essa tra le forze trainanti dell’economia locale insieme alla pesca commerciale. Atami vanta infatti anche un notevole porto i cui pescherecci o le acquafarming che galleggiano al largo della costa si occupano dell’approvvigionamento del pesce, specialmente i gustosissimi frutti di mare.

Ed è proprio percorrendo la marina di Atami che si scopre il legame più tangibile del gemellaggio urbano con Sanremo. Attraccata a una banchina, nella zona ovest del sito portuale, spicca la Sanremo Boat: l’imbarcazione dedicata al comune matuziano, di cui ne reca anche lo stemma, e che regala un viaggio di trenta minuti sulle acque della baia di Sagami. Un’esperienza apprezzata soprattutto dai più piccoli e che permette di ammirare da una cabina interna le tante varietà di pesce che popolano il fondale o di dare da mangiare ai gabbiani appollaiati sul pontile. Tracciando la rotta verso Occidente, si scorge così un altro luogo dal nome familiare: il Sanremo Park. Nato nel 1991 a seguito di uno scambio di idee e progetti fra l’amministrazione sanremese e quella locale, questo giardino porta in Giappone le diverse specie botaniche italiane. Al centro dell’area, sulla pavimentazione, inoltre, una grande rosa dei venti che collocale la città di Sanremo insieme alle più importanti capitali internazionali, quali Londra, Hong Kong, New York. Ma ciò che più colpisce sono i due basamenti in pietra marmorea che rievocano in caratteri latini, il primo, e ideogrammi cinesi, il secondo, la fratellanza che da quarant’anni unisce Atami e Sanremo.

“Nel corso degli anni – ricorda Saito – il gemellaggio è andato sempre più rafforzandosi. Adirittura lo scorso novembre, in occasione del quarantesimo anniversario, una delegazione comunale guidata dal vice sindaco Kaname Morimoto si è anche recata in visita a Sanremo. L’auspicio è che nel corso del tempo i rapporti si rinsaldino ulteriormente, intensificando gli scambi fra i cittadini”. A cominciare dai rispettivi Primi cittadini: il sindaco matuziano Alberto Biancheri che Saito invita caldamente, magari in primavera quando la città di Atami offre tutto il suo splendore, e il sindaco nipponico stesso che sogna un giorno di volare nella Riviera ligure, e chissà, forse proprio durante il Festival che, afferma, “Seguo da diversi anni insieme ad altri abitanti”. Perché la musica piace moltissimo ai fratelli giapponesi, tanto che fra gli innumerevoli eventi che compongono il calendario delle manifestazioni cittadine, ampio spazio è dedicato al mondo delle sette note con performance canore, kermesse dedicate e nel mese di luglio il suggestivo Atami Kogashi Matsuri: il festival tradizionale che vede sfidarsi lungo la centrale Route 135 oltre trenta carri, ognuno legato a un’emozionante esibizione di flauti, tamburi, campane e voci.

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