Tensione a Pieve di Teco, la minoranza: “Sull’asilo nido escluso il consiglio comunale

Una nota arrivata dall'opposizione mette sotto accusa il primo cittadino Alessandro Alessandri

Pieve di Teco. Il gruppo “Uniti per Pieve di Teco” attacca il sindaco Alessandro Alessandri sull’asilo nido ai privati. “Il Sindaco ha deciso tutto da solo senza neppure sentire il parere del Consiglio comunale. Le decisioni vengono prese altrove e non nell’interesse dei cittadini”.

Nella nota inviata alla redazione spiega la minoranza: “Noi, oltre a denunciare l’incredibile procedura, non comprendiamo il senso di appaltare in gestione a privati un asilo che annovera appena 6 bambini. Una scelta sbagliata. E poi, come viene ricollocato il personale dipendente? L’ asilo nido di via Eula, per i piccoli fino a tre anni, è sempre stato un fiore all’occhiello delle varie amministrazioni comunali che lo hanno saputo gestire con professionalità e con numeri di bambini ben superiori a quelli attuali. Darlo in gestione ai privati o alle cooperative che, come ovvio, ci devono guadagnare potrebbe essere l’anticamera della chiusura. Anche la mensa scolastica è stata appaltata ed i due appalti sommano una cifra superiore a 450.000 Euro. La commissione comunale, in data 7 dicembre, esaminate le uniche due offerte pervenute per l’asilo nido, quella della Cooperativa Nuova assistenza pari a 226.561 Euro e quella della Jobel Onlus pari a 206.100 ha optato per quella economicamente più costosa, ritenuta migliore. Alla faccia della trasparenza tutti gli atti sono stati pubblicati ad assegnazione avvenuta. Per la mensa scolastica l’appalto è andato deserto. I servizi essenziali per poterli mantenere devono essere gestiti “insieme”, con tutti i Comuni della Valle. Questa è la strada maestra. I finanziamenti, vecchi di oltre 10 anni, che hanno consentito il recupero di una parte della ex Caserma Manfedi, avevano proprio lo scopo di trasferirvi l’asilo, ora negli angusti locali di via Eula, e renderlo di Valle. Un progetto condiviso e caldeggiato da tutti ma non ancora realizzato. Queste scelte vanno attuate con urgenza, non ci possiamo permettere ulteriori ritardi, pena un conseguente impoverimento di tutti e l’abbandono dei nostri paesi”, conclude la nota a firma di Renzo Brunengo e Alberto Molinari