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Sessantenne inabile per Inps e Asl, ma per il Comune di Imperia può lavorare

Un dipendente del Municipio chiede di poter andare in pensione, dopo il diniego ha presentato un esposto ai carabinieri

Imperia. Un esposto ai carabinieri di Imperia per “abuso d’ufficio”. A presentarlo è stato Alberto Carli, dipendente comunale.  Il racconto è disarmante: “Sono invalido al 100% e inabile al lavoro ma il Comune non mi manda in pensione”.

Alberto Carli, sessantenne, lavora a palazzo dal 1982. E’ dipendente comunale è da diverso tempo prova ad andare in pensione dopo che Asl e Inps gli hanno riconosciuto un’invalidità del 100%. “Sono stato visitato dal medico legale Maria Rosa Reghitto che mi ha visitato – sottolinea Carli – Ho portato tutta la documentazione che l’Insp mi aveva richiesto e mi è stata formulata la seguente diagnosi: sindrome depressiva maggiore in abuso di sostanze, agiti autolesivi, disturbo di personalità”. Carli, inoltre, ha tre stent al cuore ed è stato malato di cancro. Ma sembra che questo non basti al Comune per accettare la richiesta di prepensionamento che il dipendente, tramite il suo avvocato Renato Giannelli, ha protocollato più volte all’ufficio preposto e per la quale non ha mai avuto una risposta.

La vicenda sembrerebbe avere contorni kafkiani: Carli è stato inviato dal dottor Alfonso Pellitteri, medico di fiducia del Comune di Imperia. “Non mi ha nemmeno toccato”, ha dichiarato il dipendente, “E mi ha detto che non avrebbe potuto far altro che accettare il responso dell’Inps”. La versione del medico, però, sembra cambiare quando questi si relaziona con il dottor Croce, dirigente comunale. In pratica Alberto Carli scopre di non essere adatto a stare seduto dietro ad un computer: “Ma io problemi alla schiena non ne ho”, ha spiegato, “Ne ho avuti in passato ma sono perfettamente guarito”.

Alla fine della vicenda, dunque, Alberto Carli si ritrova senza il trattamento prepensionistico che dovrebbe invece ricevere e con un lavoro che non potrebbe svolgere. Per questo motivo il sessantenne si è rivolto ai carabinieri presentando un esposto nei confronti di Rosa Puglia, segretaria comunale, di Maria Teresa Anfossi, dirigente al personale, del dottor Croce e del sindaco Capacci in qualità di assessore al personale.

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