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Post alluvione: dieci milioni di danni alle imprese del ponente, la Regione prepara un bando per sostenerle foto

I conti elaborati dalla Camera di Commercio delle Riviere di Liguria

Imperia. Due milioni di euro di danni per quaranta imprese in provincia di Imperia, sette milioni per 130 nel Savonese. Ecco il conto economico presentato dalla Camera di Commercio delle Riviere dopo l’alluvione del 24 novembre scorso.

“Questo evento ha messo in ginocchio paesi interi, ma anche compromesso l’intero sistema economico di due province. Una situazione grave che ha interessato l’entroterra di Albenga, quindi la Valbormida e piú a ponente la Valle Arroscia”, hanno detto Luciano Pasquale e Enrico Lupi, presidente e vicepresidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria. “Che cosa chiediamo alla Regione? Aiuti economici che possano aiutare le imprese a ripartire -hanno aggiunto-Ci sono danni che hanno interessato anche le strade alcune ancora non percorribili. Quindi i danni sono persistenti e pure quelli vanno tenuti in considerazione. L’intervento della Regione – hanno sottolineato – è dunque fondamentale per aiutare l’intero sistema economico a risollevarsi sia nella fase di sostegno alle attività, che in quella di riparazione delle parti strutturali”.

E la risposta della Regione c’è stata. “Avvieremo dei bandi per il sostegno alle imprese danneggiate dall’alluvione ma i fondi sono solo regionali in quanto l europa per questo tipo di emergenze non concede nemmeno un soldo. Una assurditá”, ha sottolineato l’assessore regionale Edoardo Rixi. E lo stesso assessore ha precisato: “Non saranno bandi europei, saranno risorse regionali dirette o nazionali”. E non è mancata la stoccata al governo Gentiloni: “Certo che se il governo fosse un po’ meno spilorcio e ci desse una mano, sarebbe meglio”.

Rixi anche ricordato che il decreto di undici milioni per i danni “non bastano. Ci sono anche le imprese, alle quali contiamo di dare una risposta entro l’estate. Probabilmente i finanziamenti verranno sdoppiati e daremo qualcosa a fondo perduto e qualcosa a fondo rotativo. E’ necessario tenere in considerazione anche le imprese di ricostituire le proprie scorte. Mi riferisco soprattutto a chi ha fatto un approvvigionamento e poi ha perso tutto”.

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