Riviera24.it - Notizie in tempo reale, news a Imperia e Sanremo di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Pista ciclabile a Diano Marina, l’intervento del Partito della Rifondazione Comunista Circolo Dianese “G.B. Acquarone”

"Prima di decidere una cosa così importante per il futuro dell'intero territorio, si dovrebbe sentire l'opinione dei cittadini diretti interessati"

Diano Marina. Il Partito della Rifondazione Comunista Circolo Dianese “G.B. Acquarone” si esprime sulla pista ciclabile del Dianese“Non siamo in sintonia con quanto affermato da Chiappori e Za Garibaldi, e cioè che nel Dianese non si farà la ciclabile perché per il tratto di Sanremo ci sono voluti dieci anni per realizzarla, mentre per fare parcheggi ci vuole poco tempo, e una parte di cittadini dianesi sarebbe anche contenta di parcheggiare sotto casa.

Può darsi che un cittadino, che dopo aver cercato un parcheggio senza trovarlo, neppure pagandolo profumatamente, risponda, ad una domanda in proposito, che la vera esigenza di Diano sia la realizzazione di nuovi parcheggi, ma si tratta in tutta evidenza di una miopia totale sulla prospettiva socio-economica, propria di chi ragiona in termini di mezzo mandato amministrativo.

Se si fosse pensato per tempo a come destinare proficuamente le are dismesse dalla ferrovia non saremmo a questo punto, considerato che per fare 16 km di raddoppio ferroviario ci son voluti 16 anni!!!

Pensiamo che i tempi di attuazione, vista la sintonia tra l’amministrazione di Diano Marina e i partiti destro-leghisti che governano la regione, dovrebbero essere inferiori, e che comunque, visti i risultati positivi economici e di turismo, ottenuti dalle località attraversate dalla nuova ciclabile verso Ponente (San Lorenzo, Santo Stefano, Riva Ligure, Arma di Taggia, Sanremo, ecc.) il portare al prolungamento della stessa sarebbe auspicabile.

Inoltre riteniamo che, prima di decidere di una cosa così importante per il futuro dell’intero territorio, si dovrebbe sentire l’opinione dei cittadini diretti interessati. Visto che in passato Chiappori ha proposto la possibilità di consultazione referendaria per motivi ben più futili, ci viene spontaneo chiedere al sindaco di indire un referendum per verificare se i cittadini di Diano Marina vogliono o meno la ciclabile.

E soprattutto, “dove” la vorrebbero. Una ciclabile sull’attuale sede ferroviaria, che incrocia numerose strade, continuerebbe a tagliare in due Diano Marina: per ragioni di sicurezza una pista ciclo-pedonale non dovrebbe avere molti attraversamenti. Utilizzando la data del referendum per abolire altri due pezzi del job act renziano per tale referendum cittadino non ci sarebbe neppure da far sopportare grosse spese alle casse dell’Amministrazione.

Siamo lieti di sapere che è nato un comitato spontaneo “apolitico” pro-ciclabile, con il quale intendiamo confrontarci il prima possibile, ma la realizzazione di tale opera non si può risolvere stabilendo semplicemente dove tracciare una riga gialla, oppure attraverso la nascita di una associazione in un solo comune. Auspichiamo che su tutto il territorio che sarà attraversato dalla ciclabile, un progetto turistico di importanza cruciale, vengano creati altri comitati, per riuscire a far sì, attraverso un coordinamento delle associazioni, che sia aumentato il peso che questo progetto deve avere, perché coinvolge tali e tanti altri aspetti della vita politica (politica vera, intesa come amministrazione della città e del territorio e non come scambio di favori) che l’azione episodica di un singolo comitato locale non può inquadrare nella loro cornice generale.

Il tessuto socio-ambientale è una macchina complessa, i cui numerosi ingranaggi devono operare in perfetta sincronia, e le azioni scollegate dal resto del contesto, per quanto possano essere lodevoli nelle loro intenzioni, rischiano di non cogliere i veri obiettivi in altre opere sul medio e lungo termine. Una pianificazione trentennale di solito non fa vincere le elezioni amministrative: per questo crediamo che l’azione coordinatrice dei comuni e dei partiti sia fondamentale.

La pista ciclabile è una grande occasione per i Comuni costieri del golfo dianese. Immaginarla vicino al mare accanto ad una passeggiata più spaziosa con più ampie zone pedonali sicuramente rilancerebbe le attività commerciali che attualmente si affacciano su una via Aurelia sempre più congestionata dal traffico automobilistico e anche da quello pesante, mentre il grosso del traffico dell’Aurelia potrebbe essere dirottato sulla vecchia sede ferroviaria, un po’ come è successo in alcuni comuni del savonese che già anni or sono hanno affrontato lo spostamento a monte del raddoppio ferroviario.

È proprio per questo motivo che riteniamo fondamentale conoscere il pensiero anche di albergatori, commercianti e cittadini. Alle ultime elezioni molti di loro si sono fidati della giunta che ora governa Diano Marina, per cui magari potrebbero convincere il loro sindaco a cambiare idea”.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Riviera24.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.