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Luci: “Contro le corazzate del campionato sono punti che valgono il doppio”

"Sarà un periodo delicato per noi, dovremo affrontare le prime della classe nell'arco di un mese..."

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Camporosso. Match da dimenticare per il Camporosso quello di domenica scorsa. La sconfitta subita in casa del Certosa non soddisfa mister Luci, pronto al riscatto contro la Cairese. Nella consueta intervista della vigilia, il tecnico rossoblù analizza la situazione della sua squadra e si dice piuttosto amareggiato per il ricorso respinto.

“Contro il Certosa – afferma mister Luci – non siamo entrati in campo concentrati, l’approccio non è stati recepito dalla squadra. Abbiamo iniziato il 2017 sbagliando 8-9 occasioni da gol e fallendo il rigore a nostro favore. Mi aspetto il riscatto e un atteggiamento diverso contro il prossimo avversario. La Cairese lotta per il campionato, noi per la salvezza, entrambe abbiamo obiettivi importanti, ne uscirà una bella partita.

Dai ragazzi – prosegue – soprattutto voglio ordine in campo e concentrazione, abbiamo già fermato il Pietra Ligure qui a Camporosso e di conseguenza mi aspetto la stessa grinta. Partite così si preparano da sole, focalizzando i punti deboli degli avversari e colpendo là dove sono vulnerabili. Sarà un periodo delicato per noi, dovremo affrontare le prime della classe nell’arco di un mese, ma ci tengo a dirlo: punti contro squadre di questo calibro valgono il doppio”.

La serie di gare che andremo ad affrontare – evidenzia il mister del Camporosso – tra l’altro le affronteremo senza Trimboli che dovrà ancora scontare 4 giornate di squalifica. Il ricorso, infatti, è stato respinto. Sono amareggiato dalla decisione del giudice sportivo, spero solo che chi dirigerà le prossime sfide sia quanto più possibile corretto. Per quel che ci riguarda, cercheremo di aiutare il direttore di gara sperando che le gare non sia decise da “episodi”.

Auguro – conclude Luci – un buon proseguo al giocatore del Taggia Tarantola e lo ringrazio delle belle parole, quando ero a Sanremo lo volevo fortemente. La punizione era anche una mia caratteristica, caratteristica che ho voluto tramandare e che lui abilmente ha ereditato.”

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