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La gravidanza: aspetti psicopatologici nella coppia

La gravidanza e il parto sono eventi che coinvolgono la donna e ne modificano profondamente la vita nella sfera del corpo, degli affetti e delle relazioni

La gravidanza e il parto sono eventi che coinvolgono la donna e ne modificano profondamente la vita nella sfera del corpo, degli affetti e delle relazioni. Ogni evento che si svolge nel corpo della donna trova immediato riscontro nella sfera dei sentimenti e degli affetti. La complessità di queste esperienze e di vissuti del corpo ed emotivi, può contribuire a spiegare la frequenza di manifestazioni somatiche come espressione di conflittualità e di ambivalenza.

E’ tipico esempio del vomito dei primi 3 mesi di gravidanza: le donne riferiscono spesso l’esordio dei sintomi coincidente con il momento in cui hanno appreso di essere incinte. Il vomito in genere scompare quando, verso il quarto mese, la percezione dei movimenti fetali fa si che il bambino inizi a manifestarsi come essere vivente per sua madre. E’ proprio questa rilevazione dei movimenti del feto che permette alla donna di mettersi in contatto, già durante la gravidanza, con suo figlio, il quale è contemporaneamente una parte di se stessa e un altro. E’ con questo “bambino invisibile”, eppure già presente, che la madre stabilisce un inizio di relazione: già in gravidanza parla e interagisce con il suo bambino, fa progetti e fantastica su di lui. Il processo di conoscenza, di adattamento reciproco e di attaccamento tra madre e neonato è lento e graduale.

La “preoccupazione materna primaria”corrisponde proprio a quello mentale, che si sviluppa nel corso della gravidanza e perdura nei primi tempi di vita del neonato, attraverso il quale la madre si identifica totalmente con il suo bambino: “ lei è il bambino e il bambino è lei “. Questa identificazione è possibile al fatto che anche la madre è stata bambina e conserva perciò il ricordo sia di questa condizione che delle cure che ha ricevuto. L’adattamento reciproco permette alla madre di prendersi cura del proprio neonato con tenerezza e sensibilità. Winnicott sottolinea come il sentimento che la madre prova verso il figlio sia inevitabilmente ambivalente: la madre sente che quest’esperienza dalla quale non può fuggire: ”essa deve essere a totale disposizione del bambino, che dipende totalmente da lei per la sua sopravvivenza; il bambino turba il suo equilibrio, stravolge i suoi ritmi del sonno e della veglia, la “mangia “avidamente.

Durante la gravidanza la donna si realizza nel duplice ruolo sessuale, quello femminile e quello di madre; si confronta, identificandosi con la stessa madre; torna a rivivere nel figlio la sua esperienza di figlia; sente modificarsi il corpo, negli equilibri interni e nell’aspetto esterno; modifica il rapporto con il partner: un’esclusiva relazione di coppia diventa relazione triadica, di due genitori con un figlio.

Anche il padre vive la gravidanza e il parto in modo spesso complesso. Egli passa dalla posizione di essere figlio e marito a quello di essere padre, e perciò rinuncia, con la nascita del bambino, ad avere con la propria moglie aspetti di relazione materna. Il futuro padre può vivere, durante la gravidanza della moglie, una sorta di equilibrio gravidico; la così detta sindrome della couvade. Questa sindrome si manifesta sotto forma di modificazioni corporee come aumento del peso, crescita o taglio di barba e baffi, le quali esprimerebbero il desiderio del padre di partecipare intensamente a una esperienza dalla quale egli si sente inevitabilmente escluso sul piano biologico. Il figlio che nasce assorbe l’attenzione e le cure della propria donna, coinvolta totalmente nel rapporto simbiotico con il bambino, rapporto dal quale l’uomo viene in qualche modo escluso.

Il ruolo svolto dal padre è quello di difendere questo rapporto: egli fornisce alla coppia madre- figlio sostegno e contenimento, necessari perché la madre possa entrare in contatto con le proprie parti infantili e identificarsi con il neonato. Tuttavia questa unione simbiotica può generare intensi sentimenti di gelosia e di esclusione: l’uomo può sentirsi estromesso dal rapporto con la propria moglie anche per quello che riguarda la vita sessuale: in qualche modo la sessualità della coppia deve essere subordinata alle necessità dettate dalla relazione tra madre e figlio. La coppia uomo-donna si trova ad assumere il nuovo ruolo di genitori, confrontandosi come tali con un terzo totalmente sconosciuto: il figlio e una riorganizzazione della famiglia su nuovi equilibri.

 

Dottoressa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

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