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Impianti sportivi a Sanremo, le proposte del PRC Taggia-Sanremo

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Sanremo. “Qualche anno fa campeggiava davanti a Villa Zirio un mega manifesto affisso in occasione della Milano-Sanremo. Diceva tra le altre cose: “Sanremo , città dello sport”.

Sanremo – scrive il circolo PRC Taggia-Sanremo – è stata nel passato la città dei fiori, la città della musica, anche la città della moda e della bellezza, ma certamente non è mai stata la città dello sport.

E Sanremo non è città dello sport molto semplicemente perché a Sanremo mancano gli impianti sportivi.

Ad esempio le palestre esistenti a Sanremo sono ricicli di immobili destinati originariamente ad altri usi e pertanto, per alcuni versi, inadeguate allo scopo. Vedi Villa Citera o Villa Ormond. Ultima in ordine di tempo la palestra di Valle Armea.

Stesso discorso vale per gli edifici scolastici ricavati da già esistenti alberghi o convitti. Con la logica conseguenza che i ragazzi studiano in aule anguste

E’ chiaro che la penosissima dotazione di impianti sportivi nella nostra città va di pari passo con le fatiscenti strutture sportive delle nostre scuole.  Eppure nel tempo i soldi per realizzare più palestre scolastiche c’erano ed erano anche tanti. Mancavano le idee e la volontà per realizzarle.

Come abbiamo detto l’ultimo riciclo in ordine di tempo è la palestra di Valle Armea, ricavata utilizzando parte del  plateatico del nuovo mercato dei fiori.

Stupisce che dopo aver trasferito nel nuovo mercato dei fiori le attività sportive svolte a Villa Ormond si sia scoperto che in Valle Armea in inverno faccia freddo. Chi ha lavorato nel nuovo mercato dei fiori sa benissimo che in certi giorni fa più caldo nei frigoriferi che nei magazzini. Ora si è ricorso ai ripari spendendo 500 mila € per sistemare dei teloni anti freddo intorno ai tre campi di gioco (due volley e uno basket).

500 mila euro sono tanti, soprattutto se spesi per una struttura che dovrebbe essere usata provvisoriamente. Forse con quella cifra si potevano comprare due strutture tensoplastiche da sistemare presso scuole sanremesi.

Però in città si continua a sentir dire che anche questa amministrazione vuole far costruire un palazzetto dello sport.

Già il Sindaco Borea propose la realizzazione di quel progetto al Solaro. Ora si vocifera che il progetto potrebbe vedere la luce a Pian di Poma.

Perché non prendere il coraggio a due mani e completare la ristrutturazione del plateatico del mercato dei fiori trasformandolo in definitivo palazzetto dello sport? La struttura esterna già esiste, così come esistono i parcheggi. Le squadre ospiti che vi verranno per disputare gare o campionati con l’autostrada e l’Aurelia bis potranno facilmente raggiungere i campi da gioco. Ci sono ancora spazzi per ricavare una piscina olimpica o campi per pallamano, palestre per la scherma o per judo o karate. Insomma Sanremo potrebbe diventare anche città dello sport.

Però esistono due condizioni sine qua non da superare.

La prima è il riconoscimento che la floricoltura diventa attività marginale e quindi le attività commerciali che fino a ieri si sono svolte sul plateatico non necessitano più di spazzi così grandi, ma possono essere svolte in locali molto più piccoli. E’ una sorta di funerale atteso da anni e voluto da molti. A celebrarlo dovrebbe essere, scherzi del destino, proprio Biancheri proprietario con la sua famiglia di una nota azienda produttrice di piante e bulbi da ricoltivare. Da anni non viene investito un euro per la floricoltura; UCFLOR, la cooperativa che gestiva il mercato dei fiori fino a pochi anni fa , ha fatto la fine che  tutti conosciamo, coinvolgendo purtroppo nella sua caduta i dipendenti che in alcuni casi hanno perso il posto di lavoro o in altri si sono visti ridotto lo stipendio e mutata la mansione. Pare quindi che la floricoltura non interessi proprio più a nessuno mentre a nostro avviso tanto si potrebbe ancora fare per sostenerla.

La seconda condizione è che quel palazzetto dello sport non deve sostituire le palestre da costruire nelle vicinanze delle scuole sanremesi.

Nel settembre del 2007 è stato firmato un protocollo di intesa tra il Ministero della Pubblica Istruzione e il CONI.

Tra le altre cose si conveniva quanto segue:

  • sostenere ed implementare l’attività ludico-motoria nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria;
  • promuovere e diffondere nella scuola secondaria di secondo grado la pratica delle attività sportive, ponendo particolare riguardo alle attitudini, alle preferenze ed alle capacità individuali degli alunni, valorizzando le eccellenze;

In altre parole quella convenzione invitava a diffondere la pratica sportiva nelle scuole e favorire le diverse attività sportive secondo le attitudini e preferenze dei giovani studenti.

Come è mai possibile fare anche solo in minima parte quanto convenuto tra il Ministero e il CONI se in nessun edificio scolastico della nostra città esiste una palestra degna di questo nome?

Faenza, città dell’ Emilia Romagna simile a Sanremo per numero di abitanti, ha ben 17 palestre definite “palestre scolastiche” e i tanti impianti sportivi disponibili permettono ai faentini  la pratica di diverse discipline sportive, dal golf al motocross, passando dalle corse di auto modelli radiocomandati.

Come nasce la splendida storia delle medaglie olimpiche vinte da atleti jesini? Semplicemente dal fatto che qualcuno, un po’ di anni fa, voleva insegnare scherma e un sindaco  gli ha messo a disposizione una palestra dove allenare i giovani jesini, Ricordiamo che la scherma è la disciplina sportiva che ha portato il maggior numero di medaglie d’oro olimpiche italiane e almeno 10 se le sono aggiudicate atleti di Jesi.

Costruire il palazzetto dello sport in Valle Armea comporta degli evidenti risparmi visto che le principali opere murarie già esistono, così come esistono i parcheggi, il bar e forse si può utilizzare qualche servizio igienico. Però i risparmi devono essere investiti per la costruzione di palestre scolastiche.

Sorprende leggere che, in occasione della recentissima inaugurazione della pump-track di Pian di Poma, politici locali di maggioranza celebravano il fatto sostenendo che l’opera è  costata relativamente poco ed ha occupato poco spazio. Non occorrono distese di praterie per realizzare un campo di tiro con l’arco o un pattinodromo. Un campo di hockey su prato   può essere tracciato su un campo di calcio, una palestra per arrampicata può svilupparsi massimo dieci-dodici metri in altezza. E si potrebbe continuare con tante altre discipline sportive. L’importante è ricordarsi sempre che non esiste solo il calcio per i ragazzi o il volley per le ragazze.

LO SPORT E’ UN DIRITTO

Dotare la città di adeguati impianti sportivi non deve essere l’obiettivo di programma di questo o quello schieramento politico. Il diritto allo sport  dovrebbe essere  riconosciuto dalla Costituzione alla stessa stregua del diritto allo studio. Nel 1991 è stato approvato lo “Statuto del Comune di Sanremo”. L’articolo quattro dello Statuto del nostro Comune – finalità e funzioni – punto 8 recita. “(il Comune) incoraggia e favorisce lo sport dilettantistico ed il turismo sociale. Nel punto 9 dello stesso articolo leggiamo: “Per il raggiungimento delle finalità di cui al presente articolo favorisce l’istituzione di enti, organismi ed associazioni di carattere sociale, culturale, ricreativo e sportivo, con particolare riguardo al volontariato, PROMUOVE LA CREAZIONE DI IDONEE STRUTTURE, SERVIZI ED IMPIANTI E NE ASSICURA L’ACCESSO AGLI ENTI, ORGANISMI ED ASSOCIAZIONI”.

Da sempre si dice che una buona amministrazione garantisce ai cittadini le tre “S”: salute, sicurezza, scuola. Noi ne aggiungiamo una quarta: SPORT.”

 

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