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Imperia, morte del blogger Desiglioli: non fu istigazione al suicidio

L’uomo si era impiccato la sera del 26 gennaio 2015, nella soffitta della sua abitazione, dopo che gli era stata ritirata la patente per la terza volta

Imperia. Non vi fu istigazione al suicidio. E’ questo quello che ha stabilito, a due anni dall’apertura del fascicolo, l’inchiesta sulla morte di Dario Desiglioli, 35 anni, il musicista e blogger, figlio dell’ex sindaco di Cervo Vittorio Desiglioli.

Lo ha deciso il pm Marco Zocco. L’uomo si era impiccato la sera del 26 gennaio 2015, nella soffitta della sua abitazione, dopo che gli era stata ritirata la patente per la terza volta, dal 2006, per guida in stato di ebbrezza. Nei giorni immediatamente successivi alla tragedia , il magistrato aveva ascoltato per
circa un’ora e mezza la madre del giovane, Patrizia Morello, che accusava i carabinieri di accanimento nei confronti del figlio.

Secondo la donna, i militari lo avrebbero fatto scendere dall’auto e portato in caserma, quando ormai aveva posteggiato
 sotto casa. La madre di Dario, Patrizia, aveva raccontato che il figlio avrebbe avuto un acceso diverbio nella caserma dei carabinieri a Diano Marina e che forse sarebbe stato anche spinto dai militari che lo avevano fermato e sottoposto per ben due volte al test dell’etilometro. 

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