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I volontari della Croce Bianca di Imperia tra i terremotati di Norcia: “Abbiamo perso tutto, ma ora ci siete voi”

Neve e gelo per una settimana vissuta con la popolazione colpita dal sisma e che vive nei moduli

Imperia. Una missione di una settimana ma che se la ricorderanno tutta la vita i volontari della Croce Bianca destinata a Norcia che hanno fatto la staffetta ai militi della Croce Rossa sempre di Imperia inviati in una delle zone più colpite dal terremoto. Addetti al campo base di Norcia gestito dall’Anpas, in una missione i cui costi di autostrada e gasolio sono stati rimborsati dall’Anpas, i volontari di Imperia si sono aggregati a quelli di Santo Stefano Magra. Facevano parte della missione anche Davide Fontana e Manolo Gomez mentre a Teramo era impegnatoFabrizio Traettino.

Ma laggiù, a ridosso della “zona rossa” dove il sisma ha distrutto ogni cosa, hanno trovato altri “colleghi” provenienti da tutta Italia. In tutto 32 soccorritori arrivati praticamente da ogni parte d’Italia. Con loro anche un gruppo di migranti dell’associazione dei volontari di Siena che si sono subito messi a disposizione nel campo coordinato da Paolo Trucchi di Pescia.

“Tra bambini, donne e anziani, persone che hanno perso tutto – racconta il presidente della croce bianca Bob Trincheri – siamo impegnati nella distribuzione dei pasti nei moduli che sono stati allestiti dalla protezione civile. Solo nel modulo che mi hanno assegnato dovevo servire i pasti a 20 persone, dalla mattina alla sera. Complessivamente il campo distribuiva qualcosa come 700 pasti al giorno. Ci luccicavano gli occhi a vedere quelle persone umilissime e legate al loro territorio.  Una di queste ci ha detto: “Abbiamo perso tutto, non abbiamo più niente, ma ora ci siete voi””.

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Ma i soccorritori imperiesi hanno anche spalato neve e tolto ghiaccio dalle strade che rendevano difficile il transito anche alle ambulanze e agli altri mezzi di soccorso. Una missione che ha avuto anche un fuori programma. I volontari della croce bianca hanno soccorso una donna di 99 anni. “Si era rotta il femore – racconta Bob Trincheri – Quando siamo arrivati nel modulo dove alloggiava ci ha detto “ecco gli stranieri”. Non sapeva dove era Imperia. Ma tanta per noi è stata l’emozione di aiutarla e tranquillizzarla durante il soccorso”. Neve e termometro sceso anche a meno 16 i volontari della croce bianca non erano abituati soprattutto alle decine di scosse quotidiane. “A tranquillizzarci sono stati soprattutto loro, i terremotati – dice Trincheri – qualcosa di surreale. Siamo rimasti colpiti dalla loro forza e la voglia di andare avanti”. Ancora Trincheri: “Abbiamo trovato un gruppo di volontari unito, non ci conoscevano, ma abbiamo collaborato in sintonia, tutti ottimi soccorritori, ma soprattutto eravamo un gruppo di amici pronti ad aiutare gli altri. Come dico sempre non è il colore della croce che portiamo sul petto quello che ci unisce ma la voglia di aiutare gli altri e renderci utili a chi ne ha bisogno. Ci tengo ad evidenziare che era veramente un gruppo unito il XIV contingente”.

E in provincia di Teramo erano impegnati altri militi, oltre a quello di Imperia, uno di Albenga e due di Albisola, sono stati impegnati a soccorrere i terremotati in condizioni altrettanto proibitive. Una missione indimenticabile anche per loro.

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