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“Giorno della Memoria”: Vallecrosia non dimentica le vittime dell’Olocausto fotogallery

Sindaco: "Il virus dell'intolleranza, dell'orgoglio di razza può rinascere ancora, indossando nuove divise e parlando nuovi linguaggi"

Vallecrosia. “Senza memoria non abbiamo futuro ed è importante in questo momento ricordare”: è iniziata con queste parole la celebrazione nei giardini pubblici di via San Rocco del “Giorno della Memoria”, ricorrenza internazionale con la quale vengono commemorate le vittime dell’Olocausto nell’anniversario di quel 27 gennaio del 1945 in cui le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

“Quelli che non hanno un ricordo del passato sono condannati a ripeterlo, quindi bisogna ricordare il nostro passato per non ripeterlo mai più”, ha esordito il sindaco Ferdinando Giordano, “Ci sono delle commemorazioni che con il passare degli anni conservano intatti i sentimenti profondi che ne sono alla base, mantengono tutta la loro commozione, il dolore, la speranza. Tra queste c’è senz’altro la giornata della Memoria. Una giornata che ricorda quel 27 gennaio del 1945 nel quale le truppe russe oltrepassarono per la prima volta i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, ponendo fine all’orrore. Sono passati 71 anni ma la tragedia della Shoah continua ad essere una ferita aperta nell’animo umano”.

“Ben poco nella storia accade per caso ed è compito di chi la osserva comprendere le cause che hanno determinato i fenomeni“, ha continuato Giordano nel suo lungo discorso, “Ecco, forse il senso profondo di questa giornata della Memoria sta tutto qui: una giornata per riflettere sulle ragioni storiche, sulle ragioni sociali, culturali e politiche che favorirono l’affermarsi di una pazzia collettiva che fu il nazifascismo. Una giornata per raccontare alle giovani generazioni che se il nazifascismo è riuscito ad affermarsi in nazioni civilissime come la Germania e l’Italia allora vuol dire che nessun ideale di libertà, di giustizia, di dignità umana è conquistato una volta per tutte; allora vuol dire che il virus dell’intolleranza, dell’orgoglio di razza può rinascere ancora, indossando nuove divise e parlando nuovi linguaggi. Vuol dire che non dobbiamo mai dare nulla per scontato perché anche quello che oggi ci appare come un nucleo di valori immutabile ed imprescindibile potrebbe un domani essere messo in discussione e tradito”.

Un pensiero è stato rivolto anche all’attualità e dunque ai migranti, agli stranieri: “Dobbiamo continuare a seguire l’esempio di quei giusti che pur nella tempesta del nazifascismo non vollero cedere alle barbarie del razzismo e seppero accogliere gli ebrei perseguitati”, ha dichiarato il sindaco, “Ispirarci a loro non solo per respingere quei rigurgiti di antisemitismo, ma anche per continuare a dire dei “no” a chi non smette di rappresentare i migranti come diversi, intrusi, nemici da sconfiggere. Riaffermare con forza l’idea che lo straniero, l’altro da noi, non è un’insidia da allontanare quanto piuttosto una donna, un uomo, un bambino da rispettare e da accogliere”.

Alla commemorazione erano presenti autorità religiose, civili e militari, rappresentati di comunità ebraica e di altre comunità religiose, oltre a decine di studenti delle scuole di Vallecrosia e al consiglio comunale dei ragazzi.

 

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