Riviera24.it - Notizie in tempo reale, news a Imperia e Sanremo di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Giorni della Merla?Il Palazzo della Merla del secolo XVII a Cervo è una leggenda, ma anche una realtà

Un racconto dello studioso illustra una storia tutta da leggere

Più informazioni su

Cervo. Il nome di questo palazzo che si erge sopra il Bastione di Mezzodì, deriva dal soprannome di una Signora di Blasone che lo abitò fino alla fine del XIX secolo.

La Merla era una signora dal nobile portamento, discendente da marinai di lungo corso Capohornisti, molto probabilmente dell’insegnante Luigi Spiaggia che mise in pista o meglio sullo scalo, una scuola nautica. La sua perizia era tale in quell’insegnamento che molti furono i giovani ad accorrere, da tutta la riviera, alle sue lezioni. Da quell’aula magna si diplomarono numerosi provetti capitani di marina mercantile a vela, detti padroni marittimi.

Fu per Cervo un’epoca epica dei “Barchi a vela” e dei suoi valorosi e coraggiosi Capitani di lungo corso.
La signora Merla era quindi ammirata sia per quella parentela, sia per un particolare grande scialle giallo che calava sul suo naso importante, che di profilo pareva la prua di un piroscafo, e per le sue chiome a trecce bianchissime fissate sulla nuca, come le gomene ad una bitta.

Ella soleva vestirsi così particolarmente a Gennaio, ogni volta che usciva col suo saccapan (una borsa a tracolla) a far compere sotto u Puntin (il pontile), proteggendosi dal rigore rigido delle tramontana che si scatenava in bufera di pioggia e vento in ogni direzione. La signora Merla era solita uscire poco, pertanto faceva sempre una bella scorta di cibo che infilava nella cosiddetta “muschea”, una sorta di armadio che al posto dei vetri aveva un tessuto retinato che proteggeva i cibi da mosche, moscerini ed altri avidi predatori intrusi.

Si racconta che un giorno di gennaio fu più tempestoso del solito e a Cervo, cosa rara, si scatenò una tremenda bufera di grandine e neve che durò per più giorni. La povera Merla rimasta sola in casa riparò accucciandosi come in un nido presso il camino, in cerca di un po’ di tepore. Trascorsi quei freddissimi giorni accanto al fuoco e alla brace, uscì di casa sana e salva tutta rossa in viso, ma con le sue candide trecce diventate tutte nere a causa del fumo e della fuliggine. Da allora Merla fu il suo unico nome per tutti i Cervesi, compreso il palazzo che la ospitava.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Riviera24.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.