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Giornata mondiale del migrante, vescovo Suetta: “La buona volontà può fare molto” foto

Importanza del volontariato e della solidarietà: "Ventimiglia ha dimostrato un cuore grande"

Ventimiglia. Oggi verrà celebrata la “giornata mondiale del migrante e del rifugiato”. Una giornata che, vista la situazione particolare creatasi negli ultimi due anni, è particolarmente sentita nella città di confine. 
“Non verrà organizzato nulla di particolare”, ha spiegato il vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, “Sarà una giornata di preghiera, di sensibilizzazione e di raccolta di offerte durante tutte le messe da inviare alla santa sede che le distribuirà come aiuti a tutte quelle realtà che si occupano dell’accoglienza dei migranti”. Come la parrocchia di Sant’Antonio nel quartiere delle Gianchette, ad esempio, che dalla scorsa estate accoglie intere famiglie di stranieri. Nella chiesa di don Rito Alvarez a trovare accoglienza sono soprattutto minori: è a loro che papa Francesco ha chiesto di rivolgere un’attenzione particolare. 
Il messaggio che il santo padre ha scritto proprio in occasione della giornata del migrante inizia infatti con una citazione del vangelo che riguarda i più piccoli: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato” (Mc 9,37; cfr Mt 18,5; Lc 9,48; Gv 13,20). “Con queste parole gli Evangelisti ricordano alla comunità cristiana un insegnamento di Gesù che è entusiasmante e, insieme, carico di impegno”, ha scritto il papa “Questo detto, infatti, traccia la via sicura che conduce fino a Dio, partendo dai più piccoli e passando attraverso il Salvatore, nella dinamica dell’accoglienza. Proprio l’accoglienza, dunque, è condizione necessaria perché si concretizzi questo itinerario: Dio si è fatto uno di noi, in Gesù si è fatto bambino e l’apertura a Dio nella fede, che alimenta la speranza, si declina nella vicinanza amorevole ai più piccoli e ai più deboli”.

“Non posso che fare mie le parole e le sollecitazioni del santo padre”, ha dichiarato Suetta, “Parole che sento particolarmente vicine non soltanto per solidarietà umana a tutti i casi che sono diffusi nel mondo, ma soprattutto perché noi come diocesi, trovandoci direttamente coinvolti sul campo, abbiamo anche l’opportunità di sperimentare più da vicino queste situazioni drammatiche”.

A creare disagi e sofferenza è, soprattutto, la chiusura delle frontiere: tema, questo, più volte sottolineato dallo stesso vescovo. “E’ una chiusura ingiusta in primo luogo nei confronti delle persone che bussano alla porta perché hanno bisogno e che vengono respinte”, ha spiegato monsignor Suetta, “Ma è anche ingiusta nei confronti delle nazioni sorelle, in questo caso direttamente l’Italia, perché se si è una Comunità Europea non si può chiudere la porta e dire agli altri “il problema ve lo gestite voi”. Per questo è doppiamente ingiusto”.

Ma una nota positiva, in tutto questo dolore, c’è: “C’è anche da registrare tanta buona volontà, tanta attenzione, tanta disponibilità da parte del volontariato”, ha concluso il vescovo, “La diocesi ed in particolare la città di Ventimiglia hanno mostrato un cuore davvero grande da questo punto di vista, dimostrando che, partendo dal basso anche con poche risorse, la buona volontà può fare molto”.

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