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Gianmaria Leto si racconta: “Io, il passaggio generazionale e la diversificazione” foto

Succeduto alla guida delle storiche aziende sanitarie dei genitori, ha sviluppato il core business di famiglia in diversi segmenti di mercato

Sanremo. Il passaggio generazionale costituisce un momento delicato oltre che cruciale per le sorti di un’impresa. Dal padre il testimone viene ceduto al figlio, il quale riceve in consegna una realtà complessa e fatta di variabili mutevoli. Talvolta capita che il giovane designato a subentrare nella camera dei bottoni, fino a quel momento prerogativa indiscussa del genitore, non sia fisiologicamente pronto, tanto da insinuare il rischio di un rovescio. Altre, invece, il “predestinato” mostra fin dall’inizio doti imprenditoriali tali da rafforzare in breve tempo il già consolidato “impero” paterno, ampliandone i confini. È il caso di Gianmaria Leto che, figlio degli storici imprenditori Carmelo e Ketty Leto, quindi “erede” delle più grandi realtà socio-sanitarie della Riviera, è stato capace di estendere il nome e il “dominio” dell’attività di famiglia nei diversi segmenti di mercato. Adottando strategie di diversificazione, Gianmaria, 29 anni, ha sviluppato la competitività delle aziende Leto in una molteplicità di settori sui quali ha fondato un nuovo, indiscusso successo.

Buongiorno Gianmaria, vuoi ripercorrere l’attività della famiglia Leto, dalle aziende fondate dai tuoi genitori a quelle da te avviate?

Da oltre quarant’anni la mia famiglia è al centro dell’attività sanitaria e socio-sanitaria della provincia di Imperia. Mio padre Carmelo e mia madre Ketty hanno fondato numerose strutture private, ancora oggi considerate fiore all’occhiello della sanità ligure. Laboratori di analisi chimiche-cliniche, tra cui l’attuale A.C.A.D. di Sanremo, e importanti case di cura e di riposo, ovvero il centro di Sant’Anna a Imperia e la residenza protetta di Villa Speranza a Sanremo. L’attività dei miei genitori si è anche distinta nell’ambito della ristorazione con l’apertura di alcuni locali, come il sanremese Odeon. Laureatomi, all’età di 23 anni ho iniziato a prendere parte anche io agli affari di famiglia, ricevendone il testimone. Mi sono così rimboccato le maniche e, con tenacia, dedizione e tanta voglia di farcela, ho proseguito e valorizzato l’operato dei miei genitori, cercando di garantirne il successo e la continuità. Alle aziende da loro create ne ho affiancate di nuove. In particolare: un centro dimagrimento con sede a Sanremo, Figurella, un’impresa di catering e noleggio attrezzature per eventi, Prime Quality, e sono diventato socio di una start up di Varese, ZZZleepandgo.

Come hai affrontato il processo di avvicendamento al core business delle aziende Leto?

Assumere la guida delle attività familiari ha rappresentato un passo fondamentale nella mia vita. Ho acquisito ruoli di responsabilità manageriale quando ero solo una matricola, il ché mi ha permesso di crescere, scoprire e sviluppare il mio potenziale molto presto. Senza il sostegno di mio padre e di mia madre, forse sarei stato schiacciato dal carico. Ma loro mi hanno seguito passo dopo posso, decisione dopo decisione, trasmettendomi quelle abilità, quel carisma e quel sentimento con cui hanno costruito il loro successo. Sono stati degli insegnanti illuminanti e modelli esemplari. Quando il timone mi è stato lasciato completamente ho avuto l’occasione di dimostrare loro che tutti i sacrifici compiuti per me non erano stati vani. Ereditare un’impresa è un privilegio, ereditarne una moltitudine ancor di più, e a maggior ragione il passaggio sulla carta deve implicare, almeno questo è quanto accaduto a me, una seria presa di coscienza su doveri e obblighi, soprattutto morali.

Quali sono state le principali criticità che hai dovuto superare?

Anzitutto il confronto con i miei genitori – personalità umane e figure imprenditoriali ineguagliabili – che mi ha spinto a dare il massimo. In secondo luogo, la gestione e la salvaguardia dei rapporti con il personale delle attività. Professionisti che di fatto mi hanno visto crescere e che hanno rallegrato i miei pomeriggi nei corridoi di Sant’Anna e di Villa Speranza, e di cui a un tratto sono diventato direttore. Arrivare all’autorevolezza senza sfociare nell’autorità, nell’arroganza, senza infastidire uomini e donne che mi hanno accompagnano fin da quando ero bambino, non è stato semplice. Tutt’altro.

Al di là delle difficoltà, sei stato capace di portare a compimento il processo di continuità aziendale, trasformando anche il business che da quasi mezzo secolo contraddistingue il nome dei Leto. Vuoi parlarne?

Certamente. Oltre a continuare la strada avviata dai miei genitori ho cercato di percorrerne una personale, ampliando il raggio d’azione che da sempre ha contraddistinto l’attività di famiglia. Mi sono aperto all’esterno e ai mercati nati dallo sviluppo tecnologico. Un anno fa ho così fondato Prime Quality, un’azienda giovane e dinamica creata per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza nell’ambito del catering, del banqueting, della ristorazione e dell’organizzazione di eventi. A disposizione dei clienti, inoltre, tutti i più sofisticati strumenti hi-tech (wi-fi 4G, proiettori e maxi schermi, monitor hd e impianti audio/luci professionali, mixer e microfoni high performance gestiti da fonici e sound&light engineering) che offrono un servizio 2.0 prima inesistente in provincia di Imperia. Le nuove frontiere della tecnologia però si possono trovare sviluppate a 360 gradi in ZZZleepandgo, una start up nata dall’idea di tre giovani varesotti – Aberto Porzio, Matteo Anthony Destantini e Nicolas Montonati – e di cui sono successivamente diventato socio. Tra i principali progetti realizzati da ZZZleepandgo, uno è senza dubbio degno di nota: le cabine/camere ideate per sostare negli aeroporti con funzionamento automatizzato e che hanno riscontrato un incredibile successo, tanto che dall’aeroporto di Orio al Serio a Bergamo, sono da poco state installate anche in quello di Malpensa a Milano.

Ma non solo web e tecnologie dell’informazione. Seguendo le orme dei tuoi genitori, sei anche molto attivo nell’ambito sanitario. Penso ad esempio a Figurella…

Sì, durante l’avvicendamento nelle strutture socio-sanitarie dei miei genitori, in particolare la casa di cura Sant’Anna, contrariamente a quanto ho sempre pensato o creduto di pensare, mi sono appassionato all’ambito sanitario. Ho così intrapreso e conseguito un master in “Gestione delle strutture sanitarie”, e, dopo qualche tempo, ho affiancato il mio ruolo di responsabile a Sant’Anna a Imperia, con la gestione di un nuovo centro a Sanremo, Figurella. Si tratta di un’azienda satellite alla Casa madre, specializzata nella cura del benessere e del corpo della donna. Un centro di dimagrimento basato sulla serietà e la professionalità del personale con il solo scopo di aiutare le donne a raggiungere e mantenere la loro forma fisica ideale.

Progetti all’orizzonte?

Tanti, tantissimi e rivolti ai più diversi ambiti. Purtroppo faccio fatica a restare imbrigliato in una sola idea. Sarà per caso un difetto?

 

Intervista realizzata in collaborazione a DCT (Dianoia Consulting Team) per #RealTimeBusiness, la rubrica di Riviera24.it dedicata al mondo imprenditoriale e del libero professionismo. Per domande o informazioni scrivi a rubricartb@gmail.com; oppure segui le discussioni sul gruppo facebook #Real Time Business: un team di esperti ti aiuterà a risolvere i problemi della tua impresa.

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