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Fuga d’amore per una minorenne di Torino, rintracciata dalla polizia di Ventimiglia

Gli agenti hanno condotto la ragazzina alla stazione dei carabinieri dove il padre ha potuto riabbracciarla

Ventimiglia. Aveva “conosciuto” qualcuno su Facebook non si sa se un ragazzo o un uomo. L’unica cosa certa è che Mary (nome di fantasia), diciassettenne residente in provincia di Torino ma di origine guineana, si era follemente innamorata ed era disposta a tutto. Di quell’amore “virtuale” ne aveva accennato al padre, confessando che il suo lui era di colore. Il genitore, un operaio di cinquant’anni da tempo trapiantato in Italia, preoccupato all’idea che la figlia potesse frequentare persone magari pericolose, aveva messo, come unica condizione, quella di poter conoscere personalmente l’uomo prima di consentire alla figlia di frequentarlo.

La richiesta però non è mai stata soddisfatta dalla ragazzina che anzi, complice la temporanea assenza della madre – occhio costantemente vigile sulla giovane – aveva continuato a chattare con lo sconosciuto. Giovedì scorso Mary, dopo aver atteso che il padre andasse al lavoro, ha abbandonato furtivamente la casa, ma solo ieri ha preso un pullman di linea a Torino diretto a Nantes  per raggiungere, verosimilmente, il suo amore.

Alla barriera autostradale però gli agenti del settore di frontiera, sempre molto attenti nel controllare i documenti, hanno dubitato fortemente di quella ragazzina che viaggiava sola e con un passaporto da poco scaduto. Condotta in ufficio per più approfonditi accertamenti, hanno scoperto che i carabinieri di Chieri avevano ricevuto, giorni prima, la denuncia di allontanamento della minore e che il padre era particolarmente preoccupato per la figlia.

Terminati gli accertamenti di rito e sentito il Tribunale per i minorenni di Genova, gli agenti del dottor Santacroce hanno condotto la ragazzina alla stazione dei carabinieri dove il padre, fortemente provato, dopo aver ripetutamente ringraziato i poliziotti, ha potuto riabbracciare la figlia.

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