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Circonvenzione d’incapace e ammanchi alla Caritas, rinviato a giudizio il parroco di Dolcedo

La diocesi di Albenga e Imperia si costituisce parte civile al processo che si terrà a Savona

Dolcedo. Albenga. Saranno processati in tribunale a Savona don Carmelo Licciardello, don Renato Rosso ed Antonella Bellissimo, attuale presidente del centro di ascolto diocesano, accusati di appropriazione indebita di circa un milione di euro dalle casse della Caritas diocesana di Albenga. Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Maurizio Picozzi che ha accolto le istanze del pubblico ministero Chiara Venturi. E la diocesi di Albenga e Imperia, guidata dal vescovo Guglielmo Borghetti, ha fatto sapere che si costituirà parte civile con il suo avvocato Nicola Ditta.

Una vicenda delicata che tra origine da un’indagine della guardia di finanza di Albenga che ha impegnato gli uomini guidati dal capitano Cristian Cocola. Si era scoperto che don Licciardello, prima a Ceriale e ora parroco a Dolcedo, si sarebbe appropriato di circa 78 mila euro. Soldi che erano destinati all’associazione Rishilpi di Pinerolo e raccolti per le adozioni a distanza. Nel mirino anche altri flussi di denaro investiti in operazioni sembrerebbe personali o per avviare laboratori artigianali sui quali la finanza ha ricostruito indagando su il direttore pro-tempore don Renato Rosso e sull’ex vice-parroco di Ceriale don Carmelo Licciardello ora a Dolcedo, quindi su Antonella Bellissimo, presidentessa del centro di ascolto.

Alla Caritas don Rosso e Antonella Bellissimo, secondo l’accusa, avrebbero sottratto un milione e 100 mila euro effettuando più prelievi per volta in banca, per le adozioni a distanza sono indagati don Rosso e don Licciardello. Si parla di somme attorno agli 80 mila euro, per la malversazione di denaro e distrazione di beni pubblici nei confronti della Regione Liguria è indagato don Rosso. Avrebbe ottenuto 32 mila euro per acquistare un furgone per aiutare i bisognosi cosa mai avvenuta (altri 8 mila sono stati bloccati ndr), ma dalla stessa Regione avrebbe ottenuto 180 mila per la ristrutturazione e gestione del complesso di Sant’Agostino di Loano.

Stessa operazione che avrebbe coinvolto anche un’associazione “Colour your life”, presieduta dall’ex manager Ferrero, William Salice, truffata per almeno 250 mila euro. Altri soldi li avrebbe avuti per l’acquisto di attrezzatura per la panificazione e da falegnameria, anche questa mai usata. Le fiamme gialle albenganesi, in diverse occasioni, hanno effettuato perquisizioni domiciliari e alla Caritas di Albenga. Vero anche che per alcune vicende contestate ovvero fatti risalenti al periodo precedente al 23 dicembre 2009 sono prescritti e quindi è stata emessa una sentenza di non luogo a procedere. Il processo in tribunale è stato fissato al 12 aprile.

Ma don Carmelo Licciardello finirà a processo anche per un’altra storia. E’ accusato di circonvenzione d’incapace nei confronti di un’anziana parrocchiana ai tempi della sua permanenza a Ceriale. In questo caso il processo inizierà il 16 febbraio.

A difendere gli imputati saranno gli avvocati Graziano Aschero e Paolo Gianatti del Foro di Savona. “Siamo pronti a difendere le posizioni dei nostri assistiti”, hanno fatto sapere.

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