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Cineforum con l’Associazione Amici di Bellissimi, “Arrivederci ragazzi” aprirà la rassegna

La rassegna cinematografica invernale a ingresso gratuito si terrà all'Officina delle mongolfiere di carta

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Imperia. L’Associazione Amici di Bellissimi propone quest’anno una piccola e seconda rassegna cinematografica invernale a ingresso gratuito che si terrà presso l’Officina delle mongolfiere di carta (seminterrato Casinò) di Bellissimi, un venerdì al mese nel periodo febbraio-maggio 2017.

La rassegna sarà per gli abitanti e amici un’occasione di incontro e di confronto sociale e culturale su temi legati alle varie ricorrenze che si celebrano quali il Giorno delle Memoria, la Festa delle Donne, la Festa della Liberazione e la Festa dei Lavoratori.

Primo film in programma sarà venerdì 3 febbraio, alle ore 20.45, “Arrivederci ragazzi” (1987), regia di Louis Malle. Con l’occasione l’Associazione comunica che la quarta edizione estiva di Cineforum a Bellissimi si terrà a luglio e agosto sulla piazzetta della chiesa.

A Parigi nel 1944, l’undicenne Julien Quentin ed il fratello François salutano la madre, costretta a separarsi da loro a causa della guerra e della situazione che in città sta diventando sempre più critica. Il piccolo è particolarmente affezionato alla giovane donna e soffre per questo distacco. I due fratelli arrivano nel collegio di gesuiti dove giungono anche altri ragazzi benestanti ed incoscienti: in breve tutti riprendono la vita spensierata di allievi più o meno studiosi.

Fra loro vengono inseriti dal rettore, padre Jean, tre ragazzi un po’ più grandi, uno dei quali, Jean Bonnet, timido, misterioso, molto sensibile, attira subito la curiosità di Julien, che è un po’ il leader del gruppo. I ragazzi si fanno dispetti, nutrono antipatie più o meno palesi, avvertono i primi turbamenti della pubertà. Gli insegnanti cercano di essere abbastanza comprensivi e fanno del loro meglio per educare cristianamente gli studenti. Tra Julien e Jean nasce pian piano una profonda amicizia: il primo insegna all’altro trucchi nei giochi e lo inserisce a pieno titolo nel gruppo dei compagni; il secondo, più dotato ed intelligente, gli mostra come sia facile suonare il piano e gli presta degli interessanti libri.

Intanto la vita al collegio scorre normalmente: si proiettano film divertenti, si va a fare la doccia ai bagni municipali, si fanno scherzi più o meno gradevoli. Purtroppo il cibo inizia a scarseggiare, il freddo si fa sentire, incominciano le retate nei locali pubblici, i bombardamenti sono sempre più frequenti e i ragazzi e gli insegnanti sono costretti ad andare nei rifugi oscuri, umidi e maleodoranti. Julien capisce che il suo amico Jean non è cattolico come lui ma ebreo e il suo vero nome è un altro; si rende conto poi, gradatamente, di cosa vuol dire essere ebreo e dei pericoli che corre il suo compagno e tutti coloro che lo proteggono.

Nel collegio lavora come sguattero Joseph, un ragazzo zoppo che si arrangia a guadagnare qualche extra facendo mercato nero. Ma viene scoperto e licenziato: questi per vendetta denuncia alla Gestapo la presenza dei tre ragazzi ebrei nella scuola. I tedeschi fanno quindi irruzione nell’istituto e perquisiscono ogni angolo. Panico, terrore, sgomento sono nell’animo di ognuno. Infine vengono catturati i tre ragazzi e il rettore che li aveva nascosti. Julien capisce ora l’orrore e le aberrazioni di quel tragico momento storico: in modo traumatico il fanciullo cessa di essere bambino per diventare un adulto consapevole del male che gli uomini possono fare ai propri simili in una circostanza drammatica quale è appunto la guerra.

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