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Casa Pound e Nicola Podestà, volti scuri in giunta e la minoranza va all’attacco

Fossati: "E' stata scritta una brutta pagina per il nostro Comune e creato un brutto, bruttissimo precedente"

Imperia. Casa Pound e una presentazione del libro alla Lagorio che all’improvviso salta. Una gestione superficiale della vicenda da parte dell’assessore alla Cultura Nicola Podestà che prima si nega ai giornalisti che chiedono un parere sulla vicenda, poi li rimanda al giorno dopo fatto salvo che esce una notizia non gestita nel suo insieme dall’amministrazione. Il dietrofront ha creato qualche malumore anche in giunta. Bastava vedere questa mattina i volti scuri che entravano in Comune prima dell’ingresso del sindaco Carlo Capacci nella saletta accanto al salone del consiglio comunale.

Il caso così come gestito dall’assessore, che prima aveva la delega all’Ambiente poi passato alla Cultura, è diventato scomodo.  Podestà che ha rimandato ogni commento al giorno dopo sugli attacchi ricevuti nella sua email lo ha gestito con superficialità, forse troppa.

E ora anche sul piano politico ne paga le conseguenze. Eccole. “Leggo che l’Amministrazione comunale ha deciso di annullare la presentazione presso la biblioteca civica di un libro di Dominique Venner, saggista e storico francese, morto da alcuni anni, promossa da CasaPound – scrive in una nota il consigliere Giuseppe Fossati di Imperia Riparte – La decisione è arrivata dopo che organizzazioni e partiti di sinistra, oltre a comuni cittadini, hanno chiesto al Comune di vietare la manifestazione perché prevista per una data coincidente con il giorno della Memoria e, secondo i richiedenti, sarebbe stato offensivo per la Shoah che CasaPound presentasse un libro scritto da un autore noto per le sue idee di destra. Francamente trovo molto grave quanto avvenuto. In primo luogo perché il libro in questione nulla ha a che vedere con la Shoah, così come, se non erro, CasaPound. In secondo luogo perché trovo che vietare la presentazione di un libro solo perché l’autore o i presentatori non sono ‘politicamente corretti’ o graditi a parte della maggioranza di sinistra sia grave. Si trattava di un autore e di una organizzazione politica discussi e discutibili, ma non trova nessuna giustificazione che ad Imperia non sia stato dato loro il diritto di presentare il 27 di gennaio un libro che, da quel che leggo, non tratta minimamente il tema dell’Olocausto. Da quando occorre una patente di ‘politicamente corretto’ per scrivere un libro? Da quando serve una patente di ‘politicamente corretto’ per presentare un libro? Da quando chi non è ‘politicamente corretto’ non può esprimere le sue idee e parlare in pubblico? Da quando in questo Paese ci sono date in cui a qualcuno e’ vietato presentare libri? Non ho particolare simpatia ne’ vicinanza con CasaPound, non conosco l’autore del libro, non sarei andato al convegno, di cui ignoravo persino l’esistenza, ma trovo che, con il suo annullamento, sia stata scritta una brutta pagina per il nostro Comune e creato un brutto, bruttissimo precedente”.

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