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Cala l’influenza, ma tanti imperiesi sono ancora a letto con febbre alta

Non diminuiscono le telefonate ai medici di famiglia per bambini malati costretti a rinunciare alle lezioni scolastiche

Imperia. La stagione dell’influenza è ormai agli sgoccioli. Ora comincia la fase decrescente. Il picco endemico è stato superato, anche se – secondo il rapporto epidemiologico InfluNet – nella scorsa settimana ha costretto moltissime persone a letto.

Tanti gli uffici, come le scuole, decimati per colpa del virus con gli ospedali “full” per far fronte all’emergenza che pian piano dovrebbe risolversi. Non diminuiscono le telefonate ai medici di famiglia. “I segnali di “allarme” dell’influenza per cui è bene rivolgersi al medico – dice Renato Giusto, medico e sindacalista dello Smi della Liguria – sono: nei bambini il respiro più faticoso, il colorito bluastro, poca sete, non interagire ed essere irritabili, febbre con eruzioni cutanee; negli adulti a preoccupare devono essere le difficoltà respiratorie, dolore al petto o all’addome, capogiri improvvisi, confusione, vomito persistente e sintomi che migliorano ma poi ricompaiono, con febbre e tosse peggiorata. Nel caso di neonati si aggiungono l’incapacità di mangiare, le difficoltà respiratorie, il pianto senza lacrime e pannolini meno bagnati del solito”.

A volte l’influenza può essere confusa anche con un semplice raffreddore: per questo i Centers for disease control statunitensi hanno pubblicato online una guida per imparare a distinguere i sintomi. Il raffreddore si manifesta più gradualmente, mentre l’influenza è improvvisa, spesso accompagnata da dolori, brividi e febbre, che invece sono insoliti o rari nel raffreddore. I sintomi comuni del raffreddore sono: starnuti, naso chiuso, mal di gola, tosse secca e a volte un po’ di spossatezza. L’influenza è di solito accompagnata da febbre (o dal sentirsi febbricitante), con brividi, tosse, mal di gola, naso che cola, dolori muscolari, mal di testa, stanchezza, e in alcuni casi (anche se più comuni nei bambini) vomito e diarrea. Di solito passa in pochi giorni o comunque dura meno di due settimane, ma possono svilupparsi alcune complicazioni, come polmonite, bronchite, sinusite e infezioni dell’orecchio. L’influenza inoltre può far peggiorare i problemi di salute cronica, come l’asma o le insufficienze cardiache.

 

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