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Bordighera, l’artista Francesca Drioli si racconta: “Io, la cantante di Padre Pio e sua figlia spirituale” foto

E' la nuova socia de "I colori della gioia", l’associazione fondata dalla vulcanica Gioia Lolli con l’intento di dare voce e spazio a tutti coloro che possiedono un talento

Bordighera. I colori della gioia, l’associazione fondata dalla vulcanica Gioia Lolli con l’intento di dare voce e spazio a tutti coloro che possiedono un talento, ha una nuova socia: la cantautrice bordigotta “Herodes”. Al secolo Francesca Grazia Maria (Giuseppa) Drioli, l’artista è da tutti conosciuta con l’appellativo “La cantante di Padre Pio”: un epiteto attribuitogli  a seguito della sua straordinaria quanto incredibile storia, come ci racconta.

Francesca Drioli, cantante di padre Pio

“Dopo il parto del primo figlio – racconta Francesca –  a mia madre Angela le fu diagnosticata una grave forma di endometriosi che la portò alla sterilità. Quando mio fratello compì 9 anni, in gran pena perché non poteva provare di nuovo la gioia di diventare madre, pena acuita da 6 aborti e dal rischio di perdere la vita come gli spiegarono i medici, si recò a San Giovanni Rotondo dove le dissero si trovava un Santo Padre dei miracoli. Si mise così in viaggio e, colma di speranza, raggiunse la chiesa dove il frate svolgeva le sue funzioni. Dopo l’attesa interminabile per incontrarlo, Padre Pio la ricevette. Durante la confessione gli raccontò la sua storia, a seguito della quale, superato un primo istante in cui il Santo Padre sembrò non risponderle, le disse: Ma che ne sanno i medici del Giudizio Universale? E le diede la Grazia. Mia madre ritornò così a Bordighera e, con grande stupore, dopo breve tempo rimase incinta”.

E aggiunge: “Anzi, nel corso degli anni portò a termine tre felici gravidanze da cui nacquero mia sorella Annamaria Pia, poi io e infine mio fratello minore Piero Pio Maria. A tutti ci diede un nome ispirato a quello del santo e ci introdusse al suo culto, permettendoci di diventare i suoi figli spirituali. Fummo infatti, io e i miei fratelli, battezzati direttamente dalle sue mani e questo contrariamente al volere del nostro parroco. Da quel momento, la nostra vita si è svolta nella piena fede di Padre Pio e nella più totale devozione, anche quando passeggiando per le strade della nostra città la gente ci scherniva. Ad esempio, è accaduto che un giorno, mentre camminavo, ho udito una voce dentro me che sussurrava: Fermati e ascolta. Ho fatto così tre passi indietro e ho scorto due donne affacciate alla finestra delle rispettive case, dirimpetto l’una all’altra, che dissero in dialetto e con una nota di disprezzo: Ma sa li nu’l’è a fia de Padre Pio? (Ma quella non è la figlia di Padre Pio?), alché risposi: Si, sono la figlia di Padre Pio e non sono orgogliosa.

“Tanti altri sarebbero gli aneddoti da raccontare – continua Francesca – e che hanno accesso sempre di più la mia devozione.  Come quando in uno dei nostri soggiorni a San Giovanni Rotondo, mia madre lasciò me e i miei fratelli insieme alla nonna presso la pensione in cui alloggiavamo, e noi abbiamo fatto indigestione di banane. Ne mangiammo così tante che ci salì la febbre altissima e ci dovettero ricoverare a Casa sollievo della sofferenza, fondata proprio da Padre Pio. Mia madre era preoccupatissima e corse dal Santo Padre per trovare conforto. Lui fece di più: la benedisse e, dopo averle toccato la testa, pronunciò queste parole: Ora vai, i tuoi bambini stanno bene. Lei tornò trovandoci di fatto privi di febbre. Senza dimenticare quando Padre Pio si manifestò in bilocazione. Ci trovavamo sempre a San Giovanni Rotondo e in procinto di recarci in visita al santuario di San Michele Arcangelo, mia madre gli chiese di accompagnarci. Il Padre però non rispose. Quando giungemmo nella piccola chiesa, un uomo si avvicinò a mia madre dicendole: Prosit (salute). Lei non comprese e rispose: Cosa? E lui, per la seconda volta: Prosit. Ma lei non continuò a capire e si limitò a dire: Grazie. Il giorno seguente, durante la confessione, Padre Pio la inizio a prendere bonariamente e dolcemente in giro, comunicandole che l’uomo nella chiesetta di San Michele era proprio lui. Da tutti questi episodi, raccontati anche da mio fratello Piero in un libro, si può comprendere la mia fede per Padre Pio”.

Una fede profonda che la guida non solo nelle attività quotidiane ma anche nella vita artistica, tanto da esserle stato attribuito l’appellativo “La cantante di Padre Pio”. Avvicinatasi al mondo della musica all’età di 8 anni, Francesca Grazia Maria (Giuseppa) è infatti un’apprezzata cantante dedita soprattutto ad accompagnare con la sua voce le cerimonie religiose, in particolare quelle nuziali. Ma non solo. L’artista, che ha una formazione completa che spazia tra il canto, la danza e il cinema, si è affermata sulla scena musicale sia italiana che estera con i generi della musica lirica, classica, pop e quella sua prediletta: la dance music. Ha contribuito anche a diverse compilation con alcuni brani, è il caso, ad esempio, di Dreams (in “Soltanto oggi”) e Salsa Amor (in “Italian way, music radio party”). Inoltre, con la casa discografica City Record di Milano, ha inciso l’album “Herodes”,  che propone cinque brani scritti da lei, uno dell’avvocato sanremese Vingiani, tre di musica napoletana e sei cover di cui tre in lingua francese (il cd è disponibile su Itunes, qui il link diretto: https://itunes.apple.com/it/album/herodes/id922706825). Innumerevoli sono poi gli eventi a cui è stata protagonista, l’ultimo dei quali si terrà sabato 4 febbraio (ore 18.00) presso il bar Sabrina a Sanremo. L’evento, dal nome “Aspettando Sanremo”, è stato organizzato dall’associazione I colori della Gioia per dare un benvenuto speciale alla sessantasettesima edizione della Kermesse Canora. A ogni partecipante sarà offerto un’apericena.

 

Per essere sempre aggiornato sugli eventi organizzati da Gioia Lolli e la sua associazione, per scoprire tutti i talenti artistici che ne fanno parte vai sul sito http://www.icoloridellagioia.it e segui la pagina Facebook Associazione I Colori della Gioia

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