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Alluvione, i sindaci della Valle Arroscia sollecitano Giampedrone: “Inviateci i soldi per le urgenze”

Chiesta la convocazione di una riunione urgente per ottenere rapidamente i fondi delle somme urgenze

Pieve di Teco. Si sono incontrati nell’assemblea settimanale dell’Unione dei Comuni. L’attenzione dei sindaci della Valle Arroscia si è spostata ancora una volta sulle conseguenze dell’alluvione di novembre e delle emergenze tutt’ora rimaste irrisolte. Hanno parlato soprattutto delle somme urgenze assicurate dalla Regione. Di quei soldi, si parla di 11 milioni di euro da spartire tra Imperiese e Savonese, non sono ancora arrivati anche se nel frattempo gli interventi sono partiti e sindaci come quello di Pieve hanno messo a garanzia anche gli immobili comunali come lo stesso Municipio, il museo e l’asilo.

Ed ecco allora che l’assemblea dei sindaci ha deciso di incaricare, in qualità di portavoce, il primo cittadino di Rezzo Renato Adorno di sollecitare un incontro con l’assessore regionale alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone. Rezzo aveva ospitato il mese scorso Toti, Scajola e Giampedrone. “I documenti che ci erano stati richiesti per ottenere i finanziamenti delle somme urgenze sono stati già inoltrati nei tempi stabiliti dall’ente regionale. La settimana scorsa il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – dice il sindaco di Pieve di Teco Alessandro Alessandri – ma almeno per il mio Comune che ha chiesto 662 mila euro come somme urgenze di soli non ne abbiamo visto l’ombra e ora sollecitiamo la Regione a fare la sua parte”.

Situazione peraltro analoga anche per i Comuni limitrofi a cominciare da quello di Rezzo che aveva subito danni per un grossa frana che aveva distrutto case, rete fognaria e l’acquedotto. “Crediamo che un incontro, da convocare in tempi brevi, con l’assessore Giampedrone possa essere utile per chiarire anche in quale misura saranno suddivisi i soldi che la Regione ha messo a disposizione. E lo ripeto da settimane ormai. Si tratta di denaro per coprire le somme urgenze perché per risollevare il nostro entroterra finito in ginocchio per l’alluvione del 24 novembre scorso saranno necessari altri finanziamenti, pure quelli altrettanto cospicui”.

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