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Zaino Solidale, concluso il percorso dell’Istituto Cavour di Ventimiglia sui profughi e sui flussi migratori foto

Al fine di far comprendere la natura del viaggio e le loro fatiche, gli allievi sono stati invitati a donare uno zaino, uno spazzolino da denti e un asciugamano che il vescovo Suetta recapiterà a papa Francesco

Ventimiglia. Al termine di un percorso denominato lo Zaino Solidale, gli studenti di ogni ordine e grado dell’Istituto Comprensivo Cavour 2 Ventimiglia, coordinati dai docenti di religione e con il supporto di Caritas Diocesana, hanno cercato di conoscere le problematiche relative al fenomeno dei profughi e dei flussi migratori nella città di Ventimiglia.

Al fine di far comprendere la natura del viaggio e le loro fatiche, gli allievi dopo aver acquisito conoscenze adeguate rispetto all’ordine di scuola frequentato, sono stati invitati su base volontaria a donare uno zaino, uno spazzolino da denti e un asciugamano.

L’idea dello zaino è nata da una reale necessità dei migranti in transito; è infatti importante riempirlo solo dell’essenziale per resistere alle fatiche del cammino e gli oggetti individuati vogliono proprio rappresentare la dignità di essere persona. Questi oggetti ci sembra possano offrire un simbolico aiuto al loro cammino e si rendono necessari per affrontare la quotidianità fatta di momenti di sosta e di progetti per arrivare a destinazione.

Dalle discussioni fatte nelle diverse classi è nata l’idea di raccontare le esperienze di vita vissuta e di accoglienza in Ventimiglia comprese le criticità e di spedire questi racconti ad una persona speciale, papa Francesco. Quindi le lettere, i disegni e tutti i prodotti delle attività svolte sono stati inseriti in uno zaino che sua eccellenza mons Suetta provvederà a recapitare a papa Francesco.

Lo zaino è stato dato dai rappresentanti degli alunni a don Rito in un momento molto commovente alla presenza anche degli operatori Caritas che svolgono il loro volontariato nella parrocchia di Sant’Antonio.

Durante l’incontro sono state poste alcune domande; fra tutte, la domanda di un allievo delle medie a don Rito: “Ma perché lei è stato l’unico ad aprire le porte della chiesa ai profughi? Ed è nata una splendida riflessione sul valore della coscienza personale. Ah! Dimenticavo: i ragazzi nelle loro lettere hanno anche osato invitare Papa Francesco a incontrarli a Ventimiglia! Bene, visto che siamo a Natale, restiamo nella speranza di veder arrivare Papa Francesco fra noi. I docenti di religione dell’istituto”.

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