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Via alle selezioni per ‘Pronti V.I.A.’ il progetto per la vita indipendente di persone con disabilità

Fino a 1.200 euro mensili a persona per coprire spese d’assistenza e di vita indipendente domestica o co-housing

Provincia di Imperia. Col progetto Pronti V.I.A., una vita domestica indipendente di persone con disabilità, si apre una “nuova v.i.a.” per affrontare il tema della disabilità partendo dall’inclusione e dal diritto di cittadinanza attiva, grazie a nuovi fondi regionali ora disponibili. Questo è quanto è uscito da un lavoro di rete tra gli enti pubblici (Regione, Asl1, Distretto Socio-sanitario e Comune), e alcune associazioni che hanno risposto all’appello (Anffas Sanremo, Don Orione Sanremo e Angsa Imperia), che ha portato grandi risultati riguardo alle tematiche sulla ‘disabilità’ vista come “risorsa” possibile per la comunità, su cui investire.

Il progetto è rivolto a persone adulte con disabilità fisica o con disabilità cognitiva lieve che sono in grado di autodeterminarsi e di scegliere, anche grazie ad un sostegno di tipo assistenziale ed educativo, il modo di sperimentare un percorso di vita autonoma dal punto di vista relazionale e lavorativo.

Si tratta del primo progetto che mette a disposizione una equipe multi-professionale per la gestione di 2 appartamenti didattici in Sanremo: per realizzare un’esperienza di convivenza a termine, per periodi ridotti e ripetuti nel tempo, con supporto educativo e/o assistenziale stabile, e un gruppo appartamento dove realizzare percorsi propedeutici in convivenza che prevedono esperienze abitative con supporti educativi e/o assistenziali, ad andamento decrescente, in relazione all’aumento delle competenze.

Il progetto prevede, a partire da gennaio 2017, il coinvolgimento graduale e personalizzato di 12/15 persone con disabilità, residenti nei 3 distretti di Imperia, Sanremo e Ventimiglia. Le spese per la conduzione degli alloggi e l’apporto assistenziale ed educativo sono coperte dal progetto attraverso il riconoscimento della ‘dote di cura’ da assegnare ad ogni singolo partecipante.

L’equipe multi-professionale mista, composta da personale del Distretto sociale, dell’Asl1, di Anffas, Angsa e Don Orione, procederà con la valutazione della persona da candidare al progetto e con la predisposizione  dei piani individuali in collaborazione con l’interessato e la sua famiglia. Il progetto prevede una fase iniziale di incontri di animazione territoriale per la promozione del progetto e la raccolta delle adesioni, nonchè l’affiatamento, degli interessati. All’incontro, che si terrà martedì 20 dicembre alle ore 16.30 alla sala Rododendro del Palafiori di Sanremo, saranno pertanto fornite tutte le informazioni che verranno messe in atto dal progetto nel quale si dovranno così sperimentare diverse competenze in rete, espandendo i tradizionali criteri “sanitari”, attraverso l’inclusione di nuovi indicatori di “salute” come:

  • la qualità della vita
  • la capacità di autodeterminazione ed espressione di preferenze e scelte
  • la possibilità di esprimere il proprio diritto di cittadino attivo
  • il livello di inclusione sociale nel contesto
  • il livello di reciprocità del contesto (io supporto te e tu, invece di restituire a me direttamente, contribuisci all’ambiente in cui entrambi viviamo).

Per le famiglie si tratta di un cambio di passo storico. E’ infatti “una novità che vengono messi “al bando” direttamente dei fondi, circa 100 mila euro, da assegnare fino ad agosto 2017 con diverse doti di cura, da massimo 1.200 euro mensili, per coloro che rientrano nei parametri del bando (legge 104/92, comma 1) – spiega entusiasta Massimo Ormea di Anffas Sanremo – È un bell’esperimento che richiede a tutti di mettersi in gioco in una “nuova via” riguardo al tema della disabilità, ma che serve anche per testare nuove modalità di erogazione dei fondi assistenziali attraverso una “dote di cura” specificatamente assegnata per i bisogni di una singola persona nel suo percorso individualizzato di vita domestica, e che deve esser speso solo ed esclusivamente per la sua “vita vera”, che include l’assistenza come “mezzo” per vivere la “normalità”. È un grande cambio di prospettiva che probabilmente influenzerà il modo futuro di erogare fondi. Alcuni potrebbero pensare ad una escamotage per spendere meno in assistenza, ma mi sento di poter dire che oggi, ciò che è più giusto per le persone con disabilità, potrebbe costare anche meno, se si partisse dai bisogni dichiarati della persona e dai sui suoi obiettivi di vita…  quindi vale la pena di tentare”.

Questo esperimento è distinto dalle altre proposte assistenziali normalmente utilizzate (Centri diurni, Dopo di Noi etc…), e non si sostituisce ad esse. Riguarda, invece, una fascia più “sociale” della disabilità che è più lieve, e magari meno manifesta, su cui vale la pena investire.

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