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Ventimiglia, passeur francese di origine tunisina arrestata dai carabinieri

Tentava di accompagnare oltre confine due migranti extracomunitari a bordo della propria autovettura

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Ventimiglia. Continua l’impegno dei carabinieri della Compagnia di Ventimiglia nel contrasto al fenomeno criminoso del favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Durante la notte, infatti, i militari hanno arrestato in flagranza di reato B.S., una 51enne francese di origine tunisina responsabile di aver tentato di accompagnare oltre confine due migranti extracomunitari di origine libica sorpresi a bordo della propria autovettura.

È forse questo il nuovo stratagemma messo in atto da chi imperterrito cerca di lucrare sulla pelle di chi giunge nella città di confine con la speranza di oltrepassare il confine ad ogni costo pur di realizzare i propri desideri tra i vari Paesi europei: nonostante le numerose operazioni eseguite dai carabinieri di confine, e i diversi arresti operati soprattutto negli ultimi mesi, mai era capitato infatti che a cadere nella rete dei militari fosse una donna che, nelle intenzioni, sarebbe dovuta passare maggiormente inosservata.

Insospettiti dall’atteggiamento circospetto della donna, che è stata notata aggirarsi da sola a bordo della propria autovettura nei pressi della Stazione ferroviaria, i carabinieri in borghese del Nucleo operativo e radiomobile hanno così deciso comunque di seguirla; dopo alcuni istanti in cui la donna è stata vista confabulare con due soggetti extracomunitari, la stessa si è dapprima allontanata e successivamente è ritornata nei pressi della stazione e ha caricato a bordo i due soggetti.

Da qui è nato il pedinamento, discreto, proseguito fino a poco prima l’ultimo casello autostradale in direzione Nizza, quando i carabinieri sono riusciti a bloccare il veicolo per verificare cosa stesse succedendo; l’atteggiamento particolarmente nervoso della donna, che ha subito tentato di fornire improbabili spiegazioni ai militari, ha però confermato quanto ipotizzato: i due soggetti erano infatti due migranti di origine libica, irregolari sul territorio nazionale, che per il “passaggio” avevano già pagato come compenso 20,00 euro ciascuno.

Per la donna sono quindi scattate le manette e, dopo una notte trascorsa in cella, questa mattina si è svolta l’udienza per il giudizio direttissimo al termine del quale, a seguito di patteggiamento, la stessa è stata condannata, con sospensione, a 6 mesi di reclusione e 15.000,00 euro di multa, con la contestuale confisca del veicolo utilizzato per commettere il reato.

 

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