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Ventimiglia, emergono particolari sul dramma di Gaetano Pedalino, rimasto ucciso nell’incendio da lui appiccato fotogallery

Questa mattina Gaetano Pedalino ha telefonato a Rosario Lombardo, avvertendolo: "Ti brucio la casa"

Ventimiglia. Gaetano Pedalino, artigiano edile di 69 anni residente a Camporosso, questa mattina ha appiccato un incendio nella casa di via Sant’Anna appartenente ai cognati che egli stesso aveva costruito e per la quale vantava un cospicuo credito. Ma per Rosario Lombardo e Rosina Natale, i due coniugi 65enni rimasti feriti nell’incendio, le cose stavano diversamente: da sempre hanno negato di essere in debito nei confronti del cognato di Rosina, sorella della moglie del defunto, anche se la villetta, in realtà, l’avevano messa in vendita proprio per saldare quel debito nei confronti del 69enne.

Soccorsi in via Sant'Anna a Ventimiglia

Sono questi gli ultimi elementi emersi dalle indagini coordinate dal pm Marco Zocco e compiute dai carabinieri della compagnia di Ventimiglia, al comando del capitano Francesco Giangreco.

Questa mattina Gaetano Pedalino ha telefonato a Rosario Lombardo, avvertendolo: “Ti brucio la casa”. Proprio quella villetta da cui era iniziato un lungo contenzioso che oggi è finito nel sangue. Pedalino ha preso una tanica di benzina, l’ha caricata sul furgone del figlio e si è recato in via Sant’Anna, al civico 46. E’ salito in mansarda, l’ha cosparsa del liquido infiammabile e ha dato fuoco.

Tragico il bilancio del suo gesto: Pedalino è rimasto vittima dello stesso incendio che aveva appiccato. E’ morto asfissiato per il fumo che si è sprigionato all’interno del locale nel quale è rimasto imprigionato. Ferita gravemente anche la cognata, Rosina Natale: la donna ha riportato ustioni a volto e addome ed è stata trasportata dall’elicottero Drago dei vigili del fuoco a Villa Scassi, il Centro Grandi ustionati che si trova a Genova Sampierdarena.
Il marito della donna, Rosario Lombardo, ha invece riportato ferite lievi alla mano: trasportato all’ospedale di Bordighera dopo essere stato ascoltato dagli inquirenti, l’uomo è già stato dimesso.

La villetta era in vendita: sembra addirittura che si fosse già trovato l’acquirente. I coniugi Lombardo, che avevano lasciato la loro residenza e si erano trasferiti altrove, dovevano solo firmare le carte notarili per il passaggio di proprietà. Dopodiché il debito, presunto o reale che fosse, sarebbe stato saldato.

 

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