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Ventimiglia, al “Resentello” i balli dei no borders circondati dalle forze dell’ordine fotogallery

Vestiti da pagliacci, gli attivisti stanno intrattenendo i passanti

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Ventimiglia. E’ iniziata al Resentello poco dopo le 10,30 la parata dei no borders contro il razzismo e la chiusura dei confini. Prima manifestazione per la quale gli attivisti hanno chiesto l’autorizzazione alla Questura, la parata ha visto impegnata una quarantina di giovani che hanno danzato sul piazzale del lungomare, circondato da decine di forze dell’ordine tra polizia, carabinieri e municipale.

La manifestazione è poi proseguita lungo via Roma e il centro cittadino per raggiungere la chiesa di sant’Antonio nel quartiere delle Gianchette, dove sono ospitate le famiglie dei migranti.

Gli attivisti vestiti da clown hanno danzato su ritmi tribali, intonando canzoni a tema e l’ormai “classico” slogan “no borders, no nations, stop deportations”. Alla protesta hanno partecipato solo tre migranti, impegnati a tenere lo striscione che ha aperto la parata. Su di esso si leggeva: “Un amore infinito è senza confini. Solidali contro il razzismo”.

La manifestazione si è conclusa intorno alle 13,30 nel parcheggio antistante la chiesa di Sant’Antonio dove qualche bimbo ospite di don Rito Alvarez si è unito alle danze insieme alle mamme.

 

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