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Un debito all’origine della tragedia di Ventimiglia, un morto e un ferito fotogallery

La donna è stata ricoverata al Centro grandi ustionati, il marito a Sanremo e il cognato è morto asfissiato

Ventimiglia. Un debito maturato dalla coppia sessantacinquenne originaria di Brescia all’origine della tragedia che si è consumata questa mattina in via Sant’Anna a Ventimiglia. Sarebbe questa l’ipotesi più probabile che vede impegnati nella ricostruzione della vicenda i carabinieri della compagnia della città frontiera coordinati dalla magistratura imperiese.

Soccorsi in via Sant'Anna a Ventimiglia

Il cognato, Gaetano Pedalino, artigiano edile di 69 anni, di Camporosso, marito della sorella della donna rimasta ustionata, Rosina Natale, (ora è ricoverata a Genova ndr) si sarebbe presentato a casa della coppia lombarda con una tanica di benzina per vendicarsi visto che avrebbe chiesto con insistenza la restituzione dei soldi che avrebbe imprestato alla coppia di 65enni. I coniugi Lombardo, per saldare il debito, avrebbero anche messo in vendita la villetta di loro proprietà in via Sant’Anna 46. Soluzione, questa, che Pedalino non avrebbe accettato. Così è salito all’ultimo piano della casa disabitata e ha appiccato l’incendio.

“Vi brucio la casa”: con una telefonata Gaetano Pedalino ha  manifestato l’intenzione di bruciare l’abitazione. Quando i due coniugi sono arrivati nella villa, non lontano dalle Gallardi, il rogo era in atto. Hanno tentato di soccorrere e salvare il cognato morto asfissiato. Ed è stato in quei momenti che la donna si è procurata ustioni al volto e all’addome gravi al punto tale che il 118 ha richiesto l’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco che l’ha poi trasportata al Centro grandi ustionati di Villa Scassi. E’ rimasto ferito ad una mano, ma non è grave, il marito, Rosario Lombardo.

A spegnere le fiamme sono stati i vigili del fuoco arrivati dal distaccamento frontaliero. Un sopralluogo è stato compiuto anche dal funzionario Alessandro Giribaldi arrivato da Imperia. Avvertito anche il magistrato di turno Marco Zocco che sulla tragedia ha avviato una inchiesta e disposto il sequestro della villetta.

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