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Tragedia di Ventimiglia: i carabinieri ricostruiscono il dramma ascoltando Rosario Lombardo foto

Agli inquirenti manca la testimonianza della moglie, Rosina Natale ancora ricoverata al Centro ustionati di Villa Scassi

Ventimiglia. Proseguono le indagini per ricostruire la tragedia di via Sant’Anna, nella villetta che lo scorso martedì è stata data alle fiamme da Gaetano Pedalino, l’artigiano edile 69enne morto per asfissia nell’incendio da lui appiccato. L’abitazione, di proprietà di Rosario Lombardo e della moglie Rosina Natale, cognata di Pedalino, è tutt’oggi sotto sequestro.

Dopo aver raccolto la testimonianza del figlio della vittima, i carabinieri al comando del capitano Francesco Giangreco hanno ascoltato anche Rosario Lombardo. Insieme alla moglie, ancora ricoverata al Centro Grandi ustionati Villa Scassi, l’uomo è rimasto ferito nel tentativo di salvare Gaetano Pedalino e di spegnere le fiamme. Lombardo, però, aveva riportato solo ustioni ad una mano ed è stato subito dimesso dall’ospedale di Sanremo dove era ricoverato.

Il motivo per cui Gaetano Pedalino si è recato nella villetta con l’intento di bruciarla è ormai quasi certo: chiedeva ai coniugi Lombardo di saldare un debito che la coppia aveva maturato nei suoi confronti proprio per la costruzione di quella casa, una decina di anni fa.
Ma la conferma non è ancora arrivata: Rosario Lombardo, infatti, ha dichiarato ai militari che le questioni economiche di famiglia erano in mano al figlio.

Resta da sentire la versione di Rosina Natale: la donna, che nell’incendio ha riportato ustioni su volto, collo e addome, oltre ad un principio di asfissia, deve essere ancora interrogata dai carabinieri. Per ricostruire l’ultimo tassello di quella che è a tutti gli effetti una tragedia familiare, i militari dovranno attendere che le condizioni della donna migliorino.

Nel frattempo la dottoressa Sara Candosin ha ricevuto l’incarico di effettuare l’autopsia sul cadavere di Gaetano Pedalino.

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