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Seconda puntata di Banchéro Caffè con La coda dell’occhio di Gianni Cascone

Gianni Cascone è uno dei capostipiti della formazione alla scrittura espressiva

Taggia. Secondo appuntamento questa sera in Via Soleri 12, ore 19.00, con Banchéro Caffè (i libri come non li hai mai visti), la piccola rassegna letteraria proposta dall’Associazione culturale Teatro del Banchéro. In scena la raccolta di racconti “La coda dell’occhio” (Giraldi editore), dedicati da Gianni Cascone al tema del luogo e del viaggio. Cristina Roggeri ne parlerà con l’autore. Letture a cura degli attori del Teatro del Banchéro.
“Quello che assilla tutte queste pagine – scrive Marc Augè nella prefazione de “La coda dell’occhio” – è la perdita simultanea del luogo, della città e del linguaggio, uno sradicamento generalizzato che fa dello straniero senza tetto, del senza fissa dimora, un simbolo della nostra attuale condizione“.

Nella raccolta troviamo, tra l’altro, le Lettere a File – scritte sul treno da un viaggiatore pendolare fra Prato e Bologna agli inizi degli anni ’90 mentre l’Italia vive l’epoca di Mani Pulite e cova il suo passaggio al berlusconismo. Poi due diari di viaggio in Spagna e Francia – Bologna-Cordoba-Bologna e 6 jours – e diversi racconti sui non- e i super- luoghi contemporanei. Chiudono la raccolta quattro pezzi brevi, Bagagli, in cui rivive una contaminazione fra prosa e drammaturgia sempre sul tema del viaggio, fisico e mentale.

Gianni Cascone, scrittore e regista di Bologna, è uno dei capostipiti della formazione alla scrittura espressiva in Italia. Nel 1991 ha fondato il “Laboratorio di Scrittura Grafio”, una delle più interessanti esperienze in Italia presa a modello alternativo della Scuola Holden al Convegno al Salone del Libro di Torino nel 1996. Fra i suoi libri i romanzi 1, 2, 3 beginning from the darkest dream, in collaborazione con l’artista Frank Breidenbruck (Gli Ori, 2000) e Quadrante Nord (Manni, 2004). Nel 2013 è uscito il saggio Un treno che attraversa la democrazia: generazione di un’opera, l’opera di una generazione (CLUEB). Da alcuni anni coordina il Collettivo Banchéro.

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