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Sanremo, il Forte di Santa Tecla torna ad aprire le porte all’arte contemporanea con “I tesori dell’anno 3000″

Da martedì 27 dicembre sino a domenica 15 gennaio sarà visitabile ad ingresso libero

Sanremo. Finalmente dopo anni di ritrovamenti, minuziosi restauri e intelligenti simulazioni, vengono presentati i reperti di un pianeta ormai scomparso: la Terra.

E’ quanto propone l’intrigante mostra dell’architetto sanremese Elio Markese “I Tesori dell’anno 3000″ che da martedì 27 dicembre sino a domenica 15 gennaio sarà visitabile ad ingresso libero al Forte di Santa Tecla.

L’evento,  in collaborazione con il Polo Museale Ligure,  rientra nel ricco calendario organizzato dall’assessorato al turismo, cultura e manifestazioni in occasione delle festività natalizie.

“I Tesori dell’anno 3000″ verrà inaugurata martedì 27 dicembre alle 16 con la presentazione della mostra da parte dello stesso Markese e con un monologo dove l’artista racconterà il percorso compiuto – iniziato negli anni Novanta – attraverso letture, aneddoti e riferimenti a grandi personaggi teatrali, riunendo così quelle differenti forme artistiche che gli appartengono”.

L’inaugurazione prevede anche la proiezione del corto “I Tesori dell’anno 3000” per la regia di Riccardo Di Gerlando, fortemente voluto da Markese a completamento del progetto.

La mostra è davvero coinvolgente perché sono esposti quegli elementi che facevano parte della Terra – “il pianeta dei lunghi respiri” -, ormai scomparsa a causa degli innumerevoli errori umani.

Le sculture di Markese ci rivelano, passo dopo passo, un mondo che non c’è più, dandoci l’occasione di riflettere su come stiamo vivendo e sulla necessità di rispettare il nostro territorio.

Così Markese presenta “I Tesori dell’anno 3000″: “Non è rimasto quasi nulla che possa descrivere com’era la Terra con i suoi abitanti, soprattutto l’uomo, colui che maggiormente ha condizionato la vita sul pianeta e lo ha portato alla distruzione. Il potere del “démone-denaro” ha distrutto tutto.

Con l’abbandono dei “Valori” all’uomo è venuto a mancare il rispetto per gli altri esseri viventi e ha marciato inesorabilmente verso la distruzione, trasformando scoperte ed invenzioni positive che avrebbero contribuito ad aumentare le qualità salutari ed intellettuali, in ordigni di morte.

Oggi non esiste più nulla al posto del pianeta Terra, solo una grande voragine nera. Ma grazie alla lungimiranza di pochi saggi uomini che hanno inviato nello spazio celeste memorie di chi viveva sul pianeta dei lunghi respiri (il pianeta della Terra, delle acque, dell’aria e della luce), possiamo tentare di ricomporre il puzzle. Poche cose siamo riusciti a recuperare attraverso i nostri preziosi archeologi dello spazio ma le abbiamo raccolte, rispettosamente catalogate e sistemate in questo luogo in modo che ognuno di voi possa vedere, elaborare, riflettere e fare tesoro degli insegnamenti e delle emozioni che ne trarrà. “I Tesori dell’anno 3000” sono severamente custoditi dal “Guardiano” che li veglia e protegge”.

La mostra contiene anche “Il Guardiano dell’anno 3000”, scultura selezionata per la commemorazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed esposta  in occasione della 54ª Biennale di Venezia capitanata da Vittorio Sgarbi.

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