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Sailing Alone Around The World, presentata a Sanremo da Gianni Manuguerra la storia del primo navigatore “solitario” foto

Una storia marittima di passione e semplicità

Sanremo. Lunedì pomeriggio presso la Sala degli Specchi del palazzo Bellevue, si è tenuto un nuovo incontro organizzato dall’Unitre, in cui è stato presentato il libro “Sailing Alone Around The World”, autobiografia del navigatore e progettista navale Joshua Slocum, primo uomo ad aver compiuto il giro del mondo in completa solitudine.

L’appuntamento è stato condotto da Gianni Manuguerra, un velista, studioso, appassionato di vita di mare e grande conoscitore e ammiratore della figura di Slocum. Manuguerra ha guidato i presenti in un lungo viaggio marittimo, percorrendo la vita, le esperienze e le difficoltà che hanno portato Slocum ad intraprendere questa avventura.

Nel 1895, dopo aver perso tutti i suoi averi durante l’affondamento della sua prima nave sulle coste del Brasile, Joshua riceve in dono, da un baleniere, un vecchio relitto di legno. Il nome di questa barca è “Spray”, come lo sfiatatoio delle balene. Dopo aver speso quasi tutti i suoi 600 dollari per restaurarla, Slocum, grazie alla sua esperienza e alla sua immensa passione, si imbarca in un viaggio che durerà 3 anni, 2 mesi e 2 giorni, e che lo porterà fino ai più remoti angoli del globo.

Manuguerra ha voluto sottolineare come la forza dell’opera non risieda in una particolare complessità o profondità filosofica del racconto, ma nell’importanza che l’autore attribuisce alla semplicità e ad una visione pauperistica del viaggio compiuto. Lo stile è quasi confidenziale e rispecchia la naturalezza genuina con cui Slocum ha voluto condividere le sue avventure con i lettori. La semplicità è simboleggiata principalmente dalle scarse tecnologie dell’epoca, alle quali Slocum ha fatto affidamento durante il suo viaggio; gli unici due strumenti di cui disponesse erano il sestante ed una piccola sveglia da 1 dollaro.

Tuttavia, questo è il bello di viaggiare con strumenti essenziali: il gusto di potersi creare delle rotte personali, orientandosi secondo il proprio “spirito d’avventura”. Un piacere che le tecnologie di adesso ci privano sempre di più. Inoltre, il titolo e la copertina stessa del libro sono estremamente semplici, ma efficaci ed evocativi.

Questa sua semplicità, specifica Manuguerra, lo portava ad essere consapevole dei propri limiti e dei rischi che avrebbe dovuto affrontare. Insomma, non era un egocentrico o un “esaltato”. Durante la conferenza, sono emersi altri aspetti della personalità di Slocum: il suo amore per la natura e per tutte le sue espressioni, la sua passione per i cappelli e per l’astronomia, oppure ancora il suo spiccato senso dell’umorismo.

Tutti questi elementi fanno di Slocum un vero “lupo di mare”, un personaggio incredibile che andrebbe riscoperto ed ammirato, un personaggio che ha viaggiato per il puro piacere personale, dimostrando che la passione e la determinazione sono i “bagagli” migliori a cui si possa fare affidamento, e che riassume il proprio viaggio con questa frase: “Dovunque la mia nave navigasse, i giorni erano felici”.

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