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Rezzo, tornano a scuola lunedì gli studenti del paese devastato dai nubifragi

La strada provinciale Rezzo-Lavina è stata riaperta ma chiuderà ogni qualvolta scatterà l'allerta arancione

Rezzo. Dopo nove giorni di isolamento lunedì, finalmente, tornano a scuola gli studenti di Rezzo, uno dei paesi messi in ginocchio nell’alluvione della Valle Arroscia. Finalmente potranno raggiungere le loro scuole a Pieve di Teco (per i più piccoli) e a Imperia e Alassio per i ragazzi che frequentano gli istituti superiori. I ragazzi, fino a ieri, hanno seguito le lezioni nelle aule “improvvisate” allestite al piano superiore del palazzo comunale con tre diversi docenti, uno dei quali, Gabriele De Canis (nella foto), raggiungeva ogni giorno l’abitato di Rezzo in sella ad una moto da trial. Gli altri docenti che hanno garantito l’attività scolastica sono Veronica Di Costanzo e Lida Ameglia (lei è la moglie del sindaco ndr).

Da domenica, infatti, sarà riaperta la strada provinciale 17, chiusa per  una gigantesca frana scesa nella frazione di Lavina. Oggi e domani la strada sarà aperta con interruzione dalle 6.30 alle 8.30; dalle 12.30 alle 13.30; dalle 18.30 alle 20.30. A partire da domenica, invece, sarà percorribile in qualsiasi ora del giorno e della notte.

Grazie alla riapertura della strada, i residenti potranno tranquillamente raggiungere i seggi per votare “sì” o “no” alla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi, referendum per il quale gli italiani sono chiamati ad esprimere la propria preferenza nella giornata di domani.

“Stiamo lentamente tornando alla normalità – sottolinea il sindaco Renato Adorno – ma la situazione resta ancora complicata. Si dovrà procedere nella messa in sicurezza del versante franato che ha sventrato una casa e danneggiato una seconda abitazione. La strada  inoltre – aggiunge il primo cittadino – chiuderà ogni qualvolta scatterà l’allerta arancione”. Oggi nel frattempo il sindaco Adorno ha avuto un incontro con l’assessore regionale Marco Scajola. “Speriamo di poter ottenere al più presto i soldi della somma emergenza. Questi paesi – dice l’assessore – hanno già molte difficoltà a rialzarsi in piedi dopo eventi così gravi. L’aiuto dello Stato è indispensabile”.

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