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Referendum costituzionale, l’appello dei Giovani Democratici

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Diano Marina. Il testo su cui noi cittadini saremo chiamati a votare domenica 4 dicembre è un testo che ha trovato una piena condivisione Parlamentare suffragata da tre votazioni favorevoli alla Camera dei Deputati e altrettante al Senato con l’appoggio di alcune delle forze parlamentari che oggi, per motivazioni assolutamente distanti dal contenuto della riforma, si oppongono fortemente ad essa. Si tratta di un testo di riforma costituzionale che ha seguito perfettamente l’iter costituzionale sancito dall’art. 138 della Costituzione vigente e che avrà ad oggetto 47 articoli. Vogliamo sottolineare come non saranno oggetto della riforma i principi cardine della nostra carta costituente in particolare i principi fondamentali di cui  dall’articolo 1 al 12, per sua natura immodificabili e assolutamente riconosciuti come fondamentali ed ancora fortemente attuali, né i diritti e doveri del cittadino di cui dagli articoli 13 al 54 con l’eccezione consequenziale della trasformazione del Senato per ciò che riguarda l’articoli 48. Tuttavia, nonostante ad una prima lettura disattenta basata sul numero di articoli interessati dalla riforma costituzionale essa possa sembrare eccessivamente interventista, solamente un terzo dei 47 articoli modificati conterranno modifiche sostanziali mentre la restante parte sarà incentrata su modifiche meramente consequenziali rispetto alla “trasformazione” del Senato e all’abolizione costituzionale delle Provincie come organismi autonomi dotati di poteri propri.

Al contrario di quanto affermato da molte forze politiche, la democrazia verrà aumentata attraverso l’introduzione e il potenziamento degli strumenti di democrazia diretta, strumenti che in una democrazia parlamentare come la nostra permettono ai cittadini di influire direttamente nella vita politica e istituzionale del paese, come l’introduzione dei Referendum propositivi e di indirizzo (novità assoluta nel nostro ordinamento), il potenziamento dell’istituto del Referendum abrogativo con l’introduzione del doppio quorum che consentirà di avere maggiore successo ai quesiti referendari (ricordiamo che dal 1997 ad oggi sono stati 29 i quesiti proposti e solamente 4 hanno raggiunto il quorum) ed infine il potenziamento dell’iniziativa di legge popolare con l’obbligo per il Parlamento di calendarizzare, discutere e votare le future iniziative di legge popolare presentate (solamente la metà delle iniziative presentate nel nostro paese è stata discussa in Parlamento e solamente l’1% è diventata poi effettivamente legge dello Stato). Verrà poi abrogato un organo di concezione corporativistica e inefficacie come il CNEL che costa ogni anno 19 milioni di euro a bilancio dello Stato e un organismo territoriale oramai superato ovvero la Provincia. Accanto ad una più efficiente ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, si avrà inoltre la trasformazione del Senato, sia in termini numerici (215 senatori in meno) sia di competenze ed in particolare avrà competenza legislativa limitata ad alcune materie (si calcola circa il 3% delle attuali leggi discusse in questa legislatura) e porrà così fine al meccanismo della navetta parlamentare che migliorerà la produzione legislativa in termini tempistici e di qualità legislativa. Queste sono alcune delle ragioni per le quali noi Giovani Democratici del circolo di Imperia – Diano Marina, dopo esserci attivati sul territorio con banchetti ed iniziative referendarie, voteremo,come già espresso dalla federazione provinciale, convintamente SI’ al prossimo referendum costituzionale di domenica prossima.

 

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