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Referendum costituzionale, Graglia: “La vittoria del Sì sarebbe la fine della sovranità nazionale”

"Lancia un appello alla mobilitazione per sommergere con una marea di no questa riforma e questo governo al servizio della grande finanza per riprenderci la sovranità"

Liguria. Lorenzo Graglia, Fronte Nazionale Liguria si esprime riguardo al referendum costituzionale: “La vittoria di domenica 4 dicembre 2016 del Sì sarebbe la fine della sovranità nazionale in quanto i governi al servizio dei potentati finanziari, che negli ultimi anni si sono succeduti alla guida del paese, hanno tutti attuato politiche controproducenti sul versante dello sviluppo in quanto indirizzate ad attuare il dogma imposto da Bruxelles dell’austerità, con gradazioni diverse tra l’uno e l’altro, si sono dimostrati i più diligenti esecutori dei voleri del grande capitale transnazionale e, così facendo, hanno aggravato la crisi, aumentando le disuguaglianze sociali, con l’effetto di smantellare una buona parte dell’apparato industriale manifatturiero a vantaggio della Germania processo tuttora in corso, distruzione di buona parte del risparmio e svalutazione del patrimonio edilizio, aggravando la disoccupazione e la condizione di povertà di un largo strato della popolazione, di sottosviluppo del mezzogiorno, spingendo l’Italia e gli altri paesi deboli del sud europa in una situazione di crescente stagnazione, ossia sempre più nelle retrovie dello sviluppo.

Per effetto dei trattati europei, sono già risultati disaplicati i principi fondamentali della costituzione a partire dal principio di riconoscimento e dalla tutela dei diritti sociali e del lavoro, ripudio alla guerra, limitazioni di sovranità in condizioni di parità ecc……i trattati europei hanno tradotto in economia un programma di impronta neo liberista ed hanno consolidato di fatto una tecnocrazia oligarchica sul versante politico.

Da notare che la legge Boschi sistematizza i processi di riduzione dei poteri e dei diritti popolari e del lavoro di centralizzazione del potere, che già erano iniziati negli anni 80 del secolo scorso, ed hanno trovato la loro piena attuazione nei programmi neo liberisti di assoluta preminenza dei mercati elaborati dalla oligarchia europea di Bruxelles. Questo per chiarire quale fosse il disegno sociale ed economico del decisionismo rivendicato oggi dai gerarchetti del PD.

Nel mondo attuale dei mercati globalizzati e della speculazione finanziaria dominante si suggerisce che sarebbe indispensabile procedere a un nuovo tipo di sistema politico, più conforme al consiglio di amministrazione di una spa che non ad un governo che si incarichi di rappresentare la volontà popolare.se si ripercorre la storia della Repubblica, si vede che, in contemporanea allo smantellamento di quei vincoli di carattere costituzionale, che ancora permanevano nell’ordinamento Italiano, quelli che limitavano mercato e potere banca d’Italia come nei decenni di crescita precedenti, in pratica negli anni 80 si misero in campo tutte le politiche liberiste contro il lavoro e i diritti sociali, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico, poi sviluppatesi nei trenta anni successivi.

D’altronde che il potere sta con questo governo e sostiene questa riforma lo abbiamo visto dalla parte di chi si è schierato per il sì l’ambasciata Americana il presidente Obama la Merkel Juncker i principali giornali finanziari le multinazionali confindustria il sistema bancario nazionale ed europeo ecc ..insomma i così detti salotti buoni.

Ora votare no al referendum significa dare un calcio a questa classe politica al servizio dell’oligarchia finanziaria e ad un governo ineletto del comico fiorentino e dei suoi degni compagni di merende. Quindi il Fronte Nazionale Liguria lancia un appello alla mobilitazione per sommergere con una marea di no questa pessima riforma e questo governo al servizio della grande finanza per riprenderci quella sovranità che poco a poco stanno togliendoci e per dire che l’italia e gli italiani non si piegheranno a un governo di traditori dei nostri interessi”.

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