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Nuovi poveri schiacciati dalla crisi, Natale triste per centinaia di imperiesi

I volontari cercano di aiutare chi è in difficoltà e spesso si occupano di supplire anche alle manchevolezze delle amministrazioni

Imperia. Anziani che percepiscono pensioni molto basse, ma anche disoccupati con intere famiglie a carico e troppi affitti arretrati e bollette da pagare, e più recentemente vittime della febbre da gioco e donne in fuga da situazioni di violenza domestica. A Imperia aumenta l’esercito dei poveri, moltissimi quelli assistiti dal centro della San Vincenzo De’ Paoli allestito presso le opere parrocchiali di via Verdi. Ma in città sono centinaia quelli che vivono nell’ombra anche vicini a casa nostra e che non chiedono aiuto per la vergogna.

Anche in una città come Imperia si stanno moltiplicando i casi di persone costrette anche a rubare beni di prima di necessità per far fronte alle proprie esigenze in momenti di estremo bisogno. “I volontari – dice Michele Ricci, uno di loro – aiutano anche i carcerati. Non solo stranieri, ma anche italiani. Sbrighiamo pratiche con gli enti locali, li mettiamo in contatto con i familiari che non sentono da tempo, distribuiamo lamette da barba, bagnoschiuma, ma anche pigiami”.

“Ci sono persone che hanno perso il lavoro, spesso anche marito e moglie. Non hanno lo stipendio, sono al freddo, con il mutuo da pagare e i bambini che devono andare a scuola – spiega ci sono anche anziani che non ce la fanno ad andare avanti con la pensione. Uomini lasciati dalle moglie, soli e senza casa. Ma soprattutto tanti bambini, e questo è drammatico. Se il piccolo non ha un tetto e la sussistenza viene tolto alla famiglia e questo è l’incubo principale di ogni genitore.

I volontari cercano di aiutare chi è in difficoltà e spesso si occupano di supplire anche alle manchevolezze delle amministrazioni, che in questo momento di grave crisi economica non sempre riescono a prendersi cura di tutti i cittadini bisognosi. Va ricordato che il loro dovrebbe essere un aiuto temporaneo e non una sistemazione definitiva. Centinaia le persone che gravitano intorno al centro che si occupa anche di assistenza agli anziani e appunto organizza visite settimanali ai carcerati. Le richieste di aiuto sono in aumento, per fronteggiarle l’associazione organizza momenti di riflessione durante le messe celebrate al Duomo di Porto. E proprio ieri il parroco don Lucio Fabbris ha lasciato la parola a Michele Ricci dopo la sua omelia che ha preceduto una raccolta di fondi per continuare l’opera di assistenza e volontariato.

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