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Imprenditrici vittime di violenza, approvata la misura di tutela nella legge di Bilancio 2017 grazie a Cna

Riconosce il diritto all’astensione dal lavoro nella massima di tre mesi con diritto a percepire un’indennità giornaliera dell’80 per cento del salario minimo

L’impegno e la dedizione di Cna Impresa Donna ha portato al conseguimento di un importante riconoscimento per la lavoratrice autonoma all’interno della legge di Bilancio 2017.

riviera24 - sarah pissarello

“Cna è riuscito a far approvare una misura che aiuta le imprenditrici e le libere professioniste vittime di violenza di genere – spiega in anteprima a Riviera24.it la referente della provincia di Imperia nonché presidente regionale e vice presidente nazionale di Cna Impresa Donna Sarah Pissarello –. L’emendamento riconosce il diritto all’astensione dal lavoro nella massima di tre mesi con diritto a percepire un’indennità giornaliera dell’80 per cento del salario minimo. Un provvedimento molto importante in quanto fino ad oggi lo stesso era concesso solamente alla lavoratrice dipendente. E’ necessario invece riconoscere una parità tra le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici autonome, perché anche quest’ultime sono donne e come tali devono essere tutelate sotto tutti i punti di vista, compresi purtroppo anche quelli meno lieti”.

“Un grande traguardo – aggiunge Paola Sansoni, presidente nazionale di CNA Impresa Donna – che allinea la lavoratrice dipendente alla lavoratrice autonoma. Molto spesso infatti si sottovaluta il bisogno di strumenti volti a tutelare la donna imprenditrice e professionista. In cantiere avevamo molti altri progetti che a causa dell’attuale crisi di governo si sono arenati. Tra questi vi era un emendamento relativo ai servizi di cura e conciliazione, quindi inerenti all’assistenza ai figli piuttosto che ai genitori anziani. E’ stato riscontrato infatti che la mortalità di un’impresa femminile sopraggiunge, nella maggior parte dei casi, in concomitanza alla nascita di un figlio o al dover prestare aiuto al genitore non più autosufficiente. A riguardo è stata anche richiesta la deducibilità delle spese di cura e di quelle inerenti all’aiuto della stessa lavoratrice autonoma, quali retribuzione alla baby sitter, all’infermiera etc. Si tratta comunque solo di alcuni progetti presentati e nei confronti dei quali è stato tirato un freno a mano. Per questi e per i restanti non citati, ciascuno rivolto allo sviluppo delle imprese e dunque allo sviluppo economico del Paese, confidiamo in una loro nascita nell’anno a venire”.

A di là di ciò, la misura approvata dalla Commissione Bilancio della Camera che riconosce il diritto al congedo dal lavoro, oltre che alle lavoratrici dipendenti, anche alle lavoratrici autonome, rappresenta una grande conquista per il mondo imprenditoriale e del libero professionismo femminile. Un notevole passo di civiltà compiuto dall’Italia a tutela delle donne colpite da quell’intollerabile, assurda e purtroppo frequente forma di maltrattamento che è la violenza di genere.

 

Intervista realizzata in collaborazione a Nicoletta Di Norscia e Elena Sparago della DCT – Dianoia Consulting Team

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