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Imperia, una lunga scia di maltrattamenti nei confronti dei più deboli: dalla casa di riposo Borea alla Rsa psichiatrica “Il Cicalotto” foto

Due i casi di violenza portati alla luce da indagini della Guardia di Finanza. Non mancano morti sospette

Imperia. Maltrattamenti, vessazioni e abusi. Nel territorio dell’intera provincia sono due i casi di violenza nei confronti delle persone più deboli portati alla luce da indagini della Guardia di Finanza.

Era il dicembre 2012 quando vennero eseguite sette misure di custodia cautelare dalle Fiamme Gialle nei confronti del personale della casa di riposo Borea a Sanremo. Tra le persone alla sbarra anche Rosalba Nasi, presidente della fondazione “Casa di riposo Borea”. Gravissime le accuse mosse dagli inquirenti che parlavano di violenze inaudite nei confronti di anziani picchiati, insultati, legati al letto e abbandonati in indecenti condizioni igieniche.
Accuse avallate da tre mesi di immagini e filmati che documentano abusi e violenze nei confronti degli anziani.

Anche la struttura residenziale psichiatrica “Il Cicalotto” di Pornassio, oggi balzata agli onori della cronaca per l’indagine della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di tre persone, non è nuova a episodi di decessi “sospetti”. Il 29 gennaio 2015, il corpo del 60enne M.F., ospite della Rsa psichiatrica, era stato ritrovato dai vigili del fuoco. Il cadavere dell’uomo, che si era allontanato dalla struttura, giaceva in un rigagnolo in fondo ad una scarpata. A causare la morte dell’uomo, il trauma provocato dalla caduta e l’ipotermia.

L’ultimo caso di cronaca risale alla sera dello scorso Natale, quando un uomo di 55 anni è stato trovato privo di vita all’interno della sua stanza: italiano di origini americane, il paziente era ricoverato presso la comunità di recupero della struttura di Pornassio. Sul decesso, presumibilmente riconducibile ad un’overdose, la Procura ha aperto un fascicolo, disponendo l’esame autoptico sulla salma.

La lista delle morti sospette potrebbe essere più lunga: al momento, però, nulla fa pensare che ci siano collegamenti tra i casi di maltrattamento portati alla luce dalle indagini coordinate dalla dottoressa Antonella Politi e i decessi sui quali deve ancora essere fatta chiarezza.

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