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Imperia, Settimio Benedusi fotografa Milano che si accende per le feste

La scintilla arrivata al professionista di casa nostra ha comunque qualcosa di nostrano

Imperia. “In un lampo tutto si è messo in fila! Come nei film dei piloti degli aerei da guerra, che per far fuori il nemico devono mettere in linea tre o quattro mire diverse, e quando tutte sono allineate PAM”. Ecco il retroscena dell’originale iniziativa che il fotografo imperiese ha messo in atto a Milano e che il professionista ha descritto nel suo blog.

Benedusi racconta nei particolari il backstage del suo lavoro. “E’ oramai dal 2010 che il Corriere della Sera mi mette, diciamo così, a disposizione una pagina per raccontare due volte l’anno (Ferragosto e Natale) la città di Milano. Ogni volta ci penso per mesi e mesi, mi arrovello, ogni buco libero nel mio cervellino è riempito dal pensiero di come risolvere la questione: anche perchè il problema non è solo produrre qualcosa di piacevole/bello ma soprattutto la questione è infilare tutti gli ingredienti, più o meno indispensabili (Natale, Milano, Notizia, Storia, Contemporaneità…) – racconta il fotografo imperiese –  Nel corso dei mesi, delle settimane e dei giorni che si avvicinano all’appuntamento mi aumenta non diciamo l’angoscia ma sicuramente l’ansia: quest’anno ce la farò? E mi dico, no, non ce la farò, “quest’anno salto!” “non so più cosa fare!” “ho fatto tutto!”. Ovviamente non si è mai fatto tutto, bisogna solo ostinarsi a pensare e a tenere le orecchie dritte, fino a quando la soluzione arriva…”.

foto benedusi

La scintilla arrivata a Benedusi ha comunque qualcosa di nostrano. “Me l’ha fornita un post di Luca Bizza, che sul suo Facebook ha citato, qualche settimana fa, mi sembra un taxista di Genova, la sua città, che, mugugnando come al solito (i liguri mugugnano) gli disse: “Genova oramai è una tristezza pazzesca, non c’è più neanche il traffico!”. Lì mi si accese una lampadina: il traffico, il casino, che normalmente sono cose negative che venivano (giustamente?) viste come positive, la certificazione che un luogo è vivo. Ecco lì ha cominciato a farsi strada nella mia testa un percorso, un progetto: cercare di capire come la presenza della gente modifica la percezione dei luoghi. A Milano abbiamo tutto che funziona, almeno nelle premesse: il Natale (momento dell’anno con la città maggiormente affollata), Milano (andare a vedere luoghi e angoli della metropoli), la Notizia (eventi che avvengono solo in questo momento e luoghi che in questo periodo cambiano aspetto). E quindi siamo partiti. Un pomeriggio e una notte in giro, macchina sul cavalletto, con il nastro adesivo per terra a segnare le posizioni, affinché tutto fosse il più possibile identico nelle due riprese”.

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